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Argot
- Archivio - I Giganti della Montagna di Luigi Pirandello con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini Scene di AlessandroChiti Musiche di Germano Mazzocchetti Regia di Maurizio Panici in coproduzione con APAS Pensare ai Giganti conduce inevitabilmente a riflettere in profondità sul nostro "fare teatro" e quanto questo "fare" trovi oggi ascolto tra i "Giganti". Ma i giganti siamo noi, con le disillusioni, il cinismo, la crudeltà che il "nostro tempo" ci impone e a cui non sappiamo sottrarci. Così Cotrone e la sua "corte" diventano degli autoesclusi-borderline rifugiati in una villa-fortezza che, come una diga, li difende dal mondo esterno: "siamo agli orli della vita" dice Cotrone alla Compagnia della Contessa invitandoli a restare in quel luogo sospeso, fuori dal rumore e dalle regole della società che li circonda. La Compagnia - micro comunità chiusa in se stessa, emblema di un'arte sempre più avulsa dalla realtà, gruppo di ectoplasmi colti nel momento finale di un calvario durato troppo e destinati a scomparire - esita, annaspa fino all'arrivo dei Giganti e alla scelta finale di Ilse di rappresentare la "favola del figlio cambiato". Non è facile oggi, non è giusto scegliere gli Scalognati o la Compagnia, ma capirne le ragioni sì, guardarli affettuosamente nel loro percorso parallelo in attesa di un incontro, di una riconciliazione che non ci sarà. Spettacolo del disincanto ma fortemente e caparbiamente ottimista nella sua volontà di credere ancora al rito catartico della rappresentazione. Sospesa tra favola e realtà, come Pirandello stesso del resto ci indica, la vicenda prende corpo allo stesso modo in cui prendono corpo i fantasmi evocati da Cotrone nella stanza delle apparizioni. Uno spettacolo "difficile" ma assolutamente accessibile, l'ultimo grande testo incompiuto di un autore che ha sofferto in prima persona il dualismo tra poesia e ragione, arte e vita, maschile e femminile. Maurizio Panici Debutti o alcuni dei teatri più importanti delle tournées AGRIGENTO, Settimana Pirandelliana - Piazzale del Kaos 31 luglio 2001 ROMA, Teatro Quirino dicembre 2001 MILANO, Nuovo febbraio 2002 NAPOLI, Teatro Diana |
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