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ESTRATTI STAMPA
Un “Appuntamento a
Londra” per scoprire i segreti della gente
In teatro per una riflessione sul
presente.
Al teatro Caio Melisso si riapre il sipario con Appuntamento a Londra,
diretto dal regista Maurizio Panici. Un testo che racconta la storia di
due amici di infanzia, entrambi peruviani, che si ritrovano a Londra
dopo molti anni.
Una storia che vuole condurre gli spettatori ai confini della realtà ma
che promette di fondersi con le inquietudini contemporanee:
“ Un’avventura – spiega Pamela Villoresi protagonista della piece
insieme a David Sebasti – nella quale si intrecciano diversi percorsi”.
Il testo è stato scritto da Mario Vargas Llosa uno trai più
significativi interpreti del mondo sudamericano (tradotto e pubblicato
in questi giorni da Einaudi).
“ Si tratta di una prima europea – spiega l’attrice - e la commedia, a
tratti ironica, è stata rappresentata una sola volta in Perù”.
Il testo indaga i temi dell’identità e della vita segreta delle persone.
Toccando i valori dell’amicizia e dei sentimenti. (…)
“Appuntamento a Londra”, d’altra parte, si addentra nella soggettività
del protagonista esplorando un territorio visionario, “un mondo di
finzione”, come lo ha definito il suo stesso autore.
“Il testo teatrale – spiega il regista - è incentrato in particolare
sulla questione dell’identità sessuale. Ed è una prova non facile, con
molti livelli di lettura”. Per risolvere la complessità della
rappresentazione, si è avvalso così di video proiezioni ed artefici
tecnologici.(…)
Il Messaggero
Umbria – 8 luglio 2009 – Antonella Manni
Vargas Llosa benedice
“Appuntamento a Londra”.
“Me
ha gustado muco. Original, sutil, immaginativo. Y al mismo tempo muy
fiel al texto”. Era raggiante,
Mario Vargas Llosa, ieri sera dopo aver visto la trasposizione teatrale
del suo “ Appuntamento a Londra”. Contento per lo sforzo interpretativo
e per le scelte del regista, ma anche per il rigore con cui quest’ultimo
si è attenuto al testo.
“Il montaggio di Maurizio Panici mi ha convinto totalmente, lo ha
enriquecido con mucho respecto”.
(…) Vargas Llosa è apparso soddisfatto, soprattuto per il modo in cui il
regista Panici ha risolto l’ultima scena: “E’ il momento più importante,
quello che dà senso a tutta la storia precedente. Qui a Spoleto ho
visto, finora, il finale mas logrado”. Il più indovinato, con la
Villoresi – “Ha recitato con humor e sensualità”, ha detto Llosa a
margine dello spettacolo - che torna in scena vestita da uomo e con il
piglio rude e deciso di chi “porta i pantaloni”. E la coppia
protagonista “Appuntamento a Londra” si rivela inaspettatamente per
quello che è: una coppia omosessuale.
www.tuttoggi.it
- Mario Villosio – 9 luglio 2009
Scoprendo la propria
identità
Una pièce sul
mistero dell’identità. La macchina teatrale messa al servizio di attori
impegnati nel difficile percorso del risalire alle ragioni che
determinano un’identità. Un uomo e una donna i personaggi di partenza,
il primo realizzato, pienamente occupato, apparentemente felice, che in
una pausa tra un viaggio e una riunione di lavoro mette in moto le
fantasie più segrete; l’altra capace di giocare con gli specchi,
incarnandosi in mille proiezioni fantastiche dell’amico. Appuntamento a
Londra, dello scrittore peruviano Mario Vargas Llosa, per la regia di
Maurizio Panici (…) è andato in scena al Teatro Caio Melisso di Spoleto.
Presentato in prima nazionale, ha visto Llosa riproporre alcune delle
suggestioni a lui più care, combinare l’arte della finzione, propria
della letteratura e del teatro, con un suggestivo ricercare analitico,
in cui ogni desiderio ha forza e chiarezza e contemporaneamente
fragilità e ambiguità. Ogni essere umano oscilla tra sogno e delirio.
Tra affermazione della propria identità e smarrimento nella propria
ambiguità. Qualcuno bussa alla porta della suite che ospita un uomo
d'affari peruviano (David Sebasti mai stanco di confrontarsi con
l’enigmaticità del suo Chispas). È Raquel (Pamela Villoresi nei
difficili panni di una donna che si impadronisce, lottando, della
propria sessualità) che dice di essere la sorella di un suo vecchio
amico. Ben presto capiremo che non è così.
due iniziano a parlare, ma a poco a poco i colpi di scena si susseguono
e l'identità della donna si fa sempre più ambigua, sfuggente,
inquietante. La realtà sembra intrecciarsi alle invenzioni mentali, ai
desideri, ai sensi di colpa. La loro interazione lavora sull’identità e
sul segreto, ma si allarga all’amicizia e ad altri sentimenti, senza
trascurare l’attrazione profonda dell’uomo per l’altro da sé.
I protagonisti si muovono continuamente, in bilico tra un mondo reale e
uno immaginario altrettanto concreto e vissuto con la stessa intensità
della vita vera. Lungo tutto il tempo dello spettacolo le “identità” si
rincorrono, la finzione e la vita si confondono, si respingono e si
completano. Il palcoscenico diventa così lo spazio ideale per
rappresentare quella complessità di cui è fatta la vita degli uomini:
quell’altra vita che inventiamo perché non possiamo viverla davvero, ma
solo sognarla grazie alle splendide bugie della finzione. Perché infondo
siamo tutti “disidentici”. Più che di una identità viviamo costantemente
immersi in una sorta di “disidentità”: sessuale, sociale, culturale.
Appuntamento a Londra non si
svolge nel mondo del reale, ma trasloca nella pura soggettività del
protagonista; un territorio che, nonostante al principio sembri essere
fatto solo di ricordi dolorosi e teneri, alla fine scopriamo che è fatto
soprattutto di invenzioni: un mondo di finzione. Il personaggio di
Vargas Llosa cerca un fondamento al suo amore e proprio nel cercarlo lo
perde. Nella scena disegnata da Francesco Ghisu e nelle musiche
originali composte da Germano Mazzocchetti emergono bene gli
spazi mentali che possono aprire a una serie di altre possibili visioni,
creando così nello spettatore una vertigine, aiutandolo a rompere una
visuale del quotidiano verso un altrove possibile. (…)
Drammaturgia.it – Simone Gallinella
– 13 luglio 2009 |