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CULTURA & SPETTACOLI
 

MARIO VARGAS LLOSA 

QUEL MIO AMICO ORA E’ UNA SIGNORA 

 

Due amici, due peruviani di Miraflores che non si vedono da anni, si ritrovano a Londra. Da tempo nulla sanno l’uno dell’altro. L’incontro è imprevisto e scioccante, e li stimola a un viaggio nel passato che ripesca ricordi belli e brutti, avventure costruttive e storie orribili, eventi che pensavano sepolti. La loro interazione lavora sull’identità e sul segreto, senza trascurare “l’attrazione profonda dell’uomo  per l’altro da sé”.
Sono temi, questi,assai cari all’autore. Mario Vargas Llosa, grande scrittore peruviano che li cavalca anche per dedicare al teatro l’attesa “novità” Appuntamento a Londra. Il testo (in Italia edito da Einaudi, traduzione di Ernesto Franco) è uno dei punti forza della sezione Teatro del 52esimo Festival dei 2Mondi di Spoleto diretto da Giorgio Ferrara. In collaborazione con la rassegna umbra, l’Associazione Teatrale Pistoiese e Argot Produzioni hanno affidato la regia dello spettacolo a Maurizio Panici, interpreti Pamela Villoresi e David Sebasti. Appuntamento l’8 e 9 luglio al Caio Melisso, la piccola sala storica affacciata su Piazza del Duomo.
Un uomo e una donna gli attori in campo. Due uomini i personaggi di partenza, uno “realizzato, pienamente occupato, apparentemente felice, che in una pausa tra un viaggio e una riunione di lavoro mette in moto le fantasie più segrete”: l’altro capace di giocare con gli specchi, incarnandosi in mille proiezioni fantastiche dell’amico. “Continuo a meravigliarmi – dice Vargas Llosa – del mondo in cui nascono e si sviluppano le mie storie. Appuntamento a Londra, ad esempio, è nata da una conversazione con Guillermo Cabrera Infante, anni fa, appunto nella Capitale inglese. Lui mi chiese se rammentavo il poeta e scrittore venezuelano Esdras Parra, io lo ricordavo abbastanza bene, magro, timido. Un ragazzo. L’avevo conosciuto negli anni Sessanta a Caracas. Un bel giorno Parra aveva telefonato a Guillermo per informarlo che viveva a Londra e voleva incontrarlo. Quando lo ebbe davanti, Infante faticò a reggere la sorpresa: Esdras era diventato una signora. Si era operato. Aveva cambiato  sesso, voce, tutto”.
Materia fantastica per  una penna fiammeggiante e insieme ironica, concreta e insieme pronta a fuggire, sognare, costruire, immaginare. “In quel momento ho saputo, con certezza assoluta – dice Vargas – che la pièce promesso al mio vecchio amico regista Luis Peirano si sarebbe intitolata Appuntamento a Londra e sarebbe partita da un flash assolutamente sorprendente come quello vissuto da Cabrera di fronte al Parra nuovo di zecca”. Parte così la spirale dell’identità che nella commedia avvolge uomo e uomo, uomo ed ex uomo, uomo e donna. E i due esseri “sottopongono a uno scrutinio severo tanti materiali, compresa la relazione particolare che, in un momento forse obliato, forse rimosso, aveva marchiato a fuoco la loro amicizia”.
Dice lo scrittore che gli furono sufficienti, per la prima stesura, un paio di settimane: “Storia succinta e realista, fatti drammatici alleggeriti da umorismo e comicità”.  Ma confessa pure il solito ripensamento: “ Le prime versioni di tutto ciò che scrivo mi lasciano addosso una sensazione di fallimento, l’impressione di aver sfruttato male un materiale ricco di possibilità teatrali. Per cinque  o sei anni ho corretto e cambiato, non agguanto mai subito cosa non mi soddisfi. Si tratta di una sensazione, di un palpito, di un’oscura divinazione piuttosto che di una consapevolezza oggettiva, come per quella strana sicurezza che mi fa capire quando la storia a cui sto cominciando a lavorare debba essere un romanzo e  un’opera teatrale”.
Di aggiunta in aggiunta, Vargas è arrivato alla stesura definitiva del copione:” Un giorno scoprii che anche le minime modificazioni avevano contribuito a dare maggior consistenza al personaggio Pirulo/Raquel Saavedra e a quello del suo amico Chispas Bellatin, gettati alla fine sia nella realtà concreta e oggettiva del quotidiano, sia nella realtà soggettiva della memoria o forse nella pura fantasia, se non nel sogno. In modo sottile, imprevisto e persino involontario, Appuntamento a Londra è diventato qualcosa di molto diverso dal progetto iniziale, si è occupato di finzione e vita, del ruolo che quella gioca in questa, del modo in cui si alimentano l’una con l’altra, della vita “altra” che inventiamo, con splendide menzogne, perché non possiamo viverla davvero. Forse gli spettatori, gente comune come Chispas, romperanno la camicia di forza dell’esistenza quotidiana con qualche fuga nell’immaginario che faccia loro vivere avventure migliori o semplicemente lontane da quelle ordinarie, a costo di arrivare a verità scomode, ad esempio alla consapevolezza che tutti recitiamo, ci travestiamo, inventiamo, creando e ricreando, fino alla morte, la storia delle nostre vite”.
Ad inizio 2008, al Teatro Britannico di Lima, Appuntamento a Londra è andato in scena con la regia di Luis Peirano. “Le osservazioni ei suggerimenti di Luis e degli attori -  conclude Vargas – sono stati utilissimi e mi hanno permesso una revisione finale, nonché l’inserimento di qualche correzione dell’ultimo minuto. Io e questo testo ci separiamo. Abbiamo fatto un bel pezzo di cammino insieme e, anche se mi ha fatto passare qualche notte insonne e mi ha dato abbastanza mal di testa, non c’è dubbio che mi mancherà”. 

Il Messaggero -  Rita Sala – 19 maggio 2009 

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