I SONETTI DI SHAKESPEARE

IN COLLABORAZIONE CON LA CASA DEI RACCONTI

I SONETTI DI SHAKESPEARE

Scritto diretto e interpretato da Duccio Camerini

Traduzione Giovanni Lombardo Radice

Musiche e canzoni Germano Mazzocchetti

Collaborazione alla drammaturgia

Francesco Stabiani, John Mc Douville, Valentina Bischi, Brenda Mauceri, Lucilla Mininno

Costumi Silvia Duranti

sonetti_schNel 390° anniversario della morte di colui che ancora oggi in ogni parte del mondo viene ritenuto il più grande creatore di storie per il teatro, uno spettacolo che investiga i “Sonetti”, il suo libro più affascinante e segreto, per portare quelle pagine erotiche, filosofiche, precise come il filo di una lama, sul palcoscenico.

Harold Bloom li definisce da anni una “terrena commedia”. Già prima di lui, Jan Kott aveva visto il canzoniere shakespeariano come una sorta di materia teatrale, un dramma “nascosto”, con le sue azioni, i suoi eroi, un’incalzante progressione narrativa e uno spietato antagonista, il Tempo.

Da sempre tra i grandi classici, questi sonetti struggenti, ingenui, solari, a volte disperati, hanno l’immediatezza e la forza di qualcosa scritto appena ieri.

L’unico dramma di Shakespeare mai andato in scena, saremmo tentati di dire; ma in realtà l’intreccio tratto dai “Sonetti” trova nel nostro spettacolo riscontro in una storia di anime contemporanee, e viceversa; il triangolo amoroso, la scissione in due del protagonista, la passione, l’ossessione per il tempo, la poesia, la morte, si riverberano in un racconto, in un’indagine di sentimenti che procede parallela a quella sui troppi enigmi che da secoli spuntano dai “Sonetti” del Bardo. sonetti_01

Un incontro tra la poesia e il teatro di narrazione, dove i “Sonetti” sono incastonati a formare un contrappunto al racconto stesso che li contiene.

Uno spettacolo sui desideri che nessuno riesce mai completamente ad appagare, sull’amore e le sue “istruzioni”, su cosa ci rende davvero mortali, sull’arte e l’apparenza delle cose, su tutti noi, fragile umanità sparsa nel grande palcoscenico del mondo.

Rassegna Stampa:

“Sonetti, l’ enigma di Shakespeare”

 (…) Il drammaturgo-attore-regista ha realizzato un lavoro di teatro di narrazione allo scopo di portare la poesia vicino agli uomini, come lui stesso precisa. (…) I componimenti scelti da Camerini, quasi esclusivamente tra i primi 126, parlano d’amore, morte, della gioia di essere giovani, del tempo che passa, del potere della scrittura di sfidare la morte terrena. La novità di questo spettacolo consiste anche nella traduzione usata(…) Speciali sono anche le musiche, composte da Germano Mazzocchetti(…)

Simone Azzoni, L’Arena, 5 luglio 2006

“Camerini racconta la doppia natura del mito Shakespeare”

(…) Lo spettacolo propone i versi del Bardo nella nuova traduzione di Giovanni Lombardo Radice che, realizzata appositamente, dà vita a un testo che interseca aspetti poetici e biografici. A dare colore musicale contribuiscono le note di Germano Mazzocchetti(…)

Alessandra Moro, L’Arena, 6 luglio 2006

“I sonetti di Shakespeare”

(…) L’intreccio tratto dai “Sonetti” trova in questo spettacolo riscontro in una storia di anime contemporanee, e viceversa; il triangolo amoroso, la scissione in due del protagonista, la passione, l’ossessione del tempo, la poesia, la morte, si riverberano in un racconto, in un’ indagine di sentimenti(…) Un incontro tra la poesia e il teatro di narrazione, da  sempre punto di forza della compagnia “ La Casa dei Racconti”(…) Uno spettacolo sui desideri che nessuno riesce mai completamente ad appagare, sull’ amore e le sue “istruzioni”, su cosa ci rende davvero mortali, sull’ arte e l’ apparenza delle cose, su tutti noi, fragile umanità sparsa nel grande palcoscenico del mondo.

Gloria Bondi, CineLab.it

“Erotici, filosofici, umani i sonetti di Shakespeare”

(…) Non è un’ opera omnia poetica, con tutti i componimenti, questo florilegio che è un percorso trasversale scritto, diretto e interpretato adesso da Duccio Camerini.(…) E non è una traduzione convenzionale, quella che Giovanni Lombardo Radice ha plasmato in endecasillabi e versi sciolti. E non sono, non saranno solo erotiche, filosofiche o misteriosamente umane, le pagine qui trattate dei Sonetti, perché Duccio Camerini annuncia una struttura, una materia eminentemente teatrale(…)

Rodolfo Di Giammarco, La Repubblica, 21 luglio 2006

“Duccio Camerini mette in scena i misteri di Shakespeare”

(…)Viaggio nella passione e nel desiderio dominato da una guida d’eccezione come il massimo drammaturgo di tutti i tempi qui colto nella sua dimensione più lirica e intima, lo spettacolo mantiene intatta l’ambiguità della raccolta utilizzata come fonte in una corrispondenza profonda con la natura indefinita e sempre contraddittoria di tutti gli amanti(…)

Il Tempo, 21 luglio 2006

“I sonetti di Shakespeare”

(…)Sul palcoscenico Duccio Camerini “traghetta” l’anima dello spettatore in una eccitante indagine che ha come protagonista uno dei libri più affascinanti e segreti della letteratura mondiale. Ma la forza poetica del canzoniere shakesperiano viene trasmessa attraverso la follia di un pazzo qualunque e la curiosità di due amici che indagano sulla sua identità(…) Nel doppio ruolo di regista e protagonista, Duccio Camerini riesce a evitare una banale contrapposizione di versi, per dare vita ad uno spettacolo – monologo “visivo” dove la poesia si svela con grazia ed emozione.

Sonia Arlacchi, Nuova Agenzia Radicale, 13 agosto 2006