Il Grande capo

Argot Produzioni                         Ass. Cult. La Pirandelliana 

GIANFELICE IMPARATO                ERICA BLANC

IL GRANDE CAPO
di Lars von Trier

traduzione e adattamento di Giorgio Mariuzzo

con  GIADA DESIDERI nel ruolo dell’avvocato
VALERIO SANTORO nel ruolo di Raul

e con
Alessia Innocenti
Claudia Campagnola
Francesco Frangipane

scene Francesco Ghisu
costumi  Emilia Vittoria Russo
luci Franco Ferrari
musiche Germano Mazzocchetti

regia MAURIZIO PANICI

GC-locandinaIl palcoscenico totale, la finzione e la realtà ancora una volta si toccano e sconfinano in questo testo di Lars von Trier, scritto per il teatro da uno dei più grandi registi di questo tempo.

“Il grande capo” è una commedia degli equivoci per attori degni di essere chiamati tali. La veloce rappresentazione, l’immediatezza delle battute, la ferocia dei dialoghi ci regalano una satira divertente e amara sul mondo del lavoro e sulle relazioni che si stabiliscono all’interno di un ambiente chiuso nella cornice di una società come quella di oggi, dove abbondano gli idioti (e non solo…)

Per raccontarci questo “teatro del mondo” Lars von Trier sceglie un insolito luogo di lavoro di oggi, abitato da un gruppo di “creativi” che dopo anni di successi stanno per essere licenziati. Il reale padrone dell’azienda, a loro sconosciuto come tale e presente al lavoro come un dipendente, nel frattempo e a loro insaputa ha intavolato una trattativa per vendere ad un concorrente straniero: per gestire l’operazione senza scoprirsi “scrittura” un attore che impersoni il fantomatico “Grande Capo”.

L’autore procede per contrasti, ci diverte con scene esilaranti e di sfacciata comicità ma anche con note amare che si beffano della nostra continua ricerca di consenso e del bisogno di essere “riconosciuti”, accettati, riveriti dai colleghi di lavoro e dalla società, premiati e ossequienti nei confronti del più forte e sprezzanti verso i subordinati.
Si ride molto di quel disperato bisogno di specchiarsi negli occhi degli altri per trovarvi un briciolo di riconoscimento e una punta di invidia per la nostra personale “felice condizione”. Una storia emblematica del mondo del lavoro e di una società ormai votata esclusivamente al risultato economico, dove tutto è misurato in base ai risultati raggiunti anche a sprezzo dei rapporti umani.

Maurizio Panici

“DIREKTOREN FOR DET HELE” di Lars von Trier presentato in accordo con NORDISKA Aps- Copenhagen

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