Lisistrata

Argot Produzioni – Teatro dei Due Mari
PAMELA VILLORESI

LISISTRATA

di Aristofane – Commedia con musiche

Versione di Michele Di Martino e Maurizio Panici

con la partecipazione di LUCIANA TURINA

Renato Campese
Gabriella Silvestri
Silvia Budri
Francesca Agate
Giorgio Barlotti
Camillo Grassi
Sandro Querci
Andrea Bacci

Scene e costumi Marina Luxardo musiche originali Stefano Saletti

Regia MAURIZIO PANICI

Foto_l2LISISTRATA è una grande e giocosa commedia, non priva di valenze e significati importanti, certamente una delle opere più vigorose ed ispirate di Aristofane. E’ il desiderio di pace il cardine attorno al quale è costruita l’azione drammatica: guidate da Lisistrata – nome che significa “colei che scioglie gli eserciti” – le donne di Atene sono irritate dall’assenza dei mariti impegnati in guerra e vogliono imporre la pace ad ogni costo; decidono allora di abbandonare i loro uomini, sottoponendoli ad una sorta di “sciopero” dell’amore. Anche le donne di Sparta e di tutta la Grecia aderiscono a questo progetto: alla fine tutti gli uomini sono costretti a cedere, mettendo così fine alla guerra,e il gioco,condotto con intelligenza ,da’ vita ad una rappresentazione solare e vivacissima.

Per questo allestimento, progetto e regia di Maurizio Panici,sono state scritte appositamente musiche originali, che ispirano le coreografie di uno spettacolo corale di grande vitalità, pensato in forma di commedia musicale, con particolare riferimento ai grandi allestimenti degli anni Settanta – “Hair” tra tutti – che portavano in scena le forti aspirazioni giovanili pacifiste che caratterizzarono quel periodo.

La prima versione dello spettacolo è stata allestita per il Festival dei Due Mari 2004 diretto da Pasquale Cocivera.

Rassegna Stampa:

Una superlativa Villoresi valorizza la Lisistrata

“Una bellissima edizione della Lisistrata di Aristofane: spumeggiante di spirito, agile nell’andamento, con tratti di comicità irresistibile. In più una sezione musicale originale, vivacissima e coinvolgente (creata con lode da Stefano Saletti) che travolge anche il pubblico a gridare Evoè, come gli antichi; un continuo dibattito sul tema che purtroppo è rimasto uguale da 25 secoli: l’inutile brutalità della guerra, la necessità di smettere con la serie montante delle rappresaglie e di giungere alla Pace. […] Maurizio Panici che firma la regia ha realizzato il raro equilibrio tra le ragioni testuali e quelle spettacolari: abbreviando dove necessario per rendere lineare lo svolgimento talora frastagliato della commedia attica; trasferendo le allusioni politiche ateniesi in quelle nostrane”

(La Sicilia, 24 giugno 2004, Sergio Sciacca)

Lisistrata, Pamela Villoresi frizzante femminista

“Lo spettacolo […] si avvale di una regia e di un cast di attori che sembrano giocare con gli equivoci, i doppi sensi, le allusioni, la mordacità e la licenziosità verbale, gestuale e vocale in un continuo instancabile crescendo di trovate e ritmi, dove tutto concerne il sesso si fa risata, tuttavia non lasciva, non gratuita, non banale. […] Maurizio Panici, estroso regista della trasposizione scenica, avvolge tutta la vicenda fra le pieghe di uno scatenato musical, veste i personaggi di jeans e minigonne, ricrea una immaginaria cornice dell’Italia anni ’70, disegna un affresco linguistico in cui risuonano i molteplici nostri dialetti; vivacizza di gorgoglianti movimenti di scena, di lampeggianti ammiccamenti e di strizzatine d’occhio tutto l’intreccio, restituisce alle donne lo straripante dominio del sesso, investe l’intera fabula di un disinibito erotismo e di corale allegria, immergendo il tutto, comunque nel pentagramma di una poesia che scintilla di sapienza e di saggezza, di acume e di arte totalizzante”.

(Gazzetta del Sud, 29 maggio 2004, Salvatore di Fazio)

Ed ecco la scoppiettante e infervorata Pamela Villoresi

” [… ] si ride e si diverte individuandovi molte analogie con la nostra realtà contemporanea […]. Ed ecco la scoppiettante e infervorata Pamela Villoresi nel ruolo del titolo […] che arriva sulla scena di corsa sventolando in mano la bandiera col noto simbolo ‘facciamo l’amore e non la guerra’ […]. I doppi sensi si sprecano, e le parti del coro con la Corifea Luciana Turina ancora in grande forma, sono cantati e suonati dal vivo da un’orchestrina capitanata da Stefano Saletti”.

(Giornale di Sicilia, 29 maggio 2004, Gigi Giacobbe)

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