SECONDO QOÈLET

SECONDO QOÈLET

Dialogo tra gli uomini e Dio

di Luciano Violante
Impianto scenico e regia             Maurizio PANICI
Scenografia e fondali digitali       Carlo Fiorini e Samuele Polistena per Opere
Musiche e paesaggi sonori         Stefano Saletti  Voce Rayma
Salmi cantati                                   Miriam Meghnagi

Qoèlet                            Adriano Braidotti
Coro/Giuda                   Camillo Grassi
Coro/Khatu                   Andrea Bacci
Coro/Vento                   Gigi Palla
Nuth/Madri                    Giusi Giarraputo
Voce del Signore         Omero Antonutti

Le altre voci registrate sono di Eugenio Saletti (Hurbinek), Giusi Giarraputo (Sara) e Giulia Carnevali (una ragazza)

quoelet_01La stagione 2006-2007 dell’Argot Studio si apre con “Secondo Qoèlet – Dialogo fra gli uomini e Dio”, uno spettacolo importante e di grande impegno, basato sul testo scritto da Luciano Violante. Il progetto nato attorno al testo vede coinvolti vari artisti ed è il risultato di una profonda riflessione dettata da una necessità forte di recuperare non solo il senso di Rito del teatro, ma anche di suscitare un momento di discussione e di analisi sul tema  eterno e attuale dell’esistenza nel mondo del male.

Da uno dei libri più misteriosi della Bibbia, che secondo un’antica tradizione è stato scritto da Qoèlet, ovvero Salomone figlio di Davide, re di Gerusalemme, amante della regina di Saba, nasce il testo “Secondo Qoèlet” di Luciano Violante.

Il dialogo fra gli uomini e Dio immaginato da Violante riguarda le radici del male, le sue tragedie, le fatiche degli uomini e di Dio per separarsene, la necessità dell’alleanza per farlo arretrare e renderlo periferico se non per sconfiggerlo.

Il confronto che ne scaturisce – a tratti struggente, a tratti crudele – è una meditazione di forza e speranza sul mistero del male: perché forse sulla violenza, sulla guerra e sull’odio dei nostri giorni non ci siamo ancora sufficientemente interrogati, e questa è nostra responsabilità.

Gli uomini interrogano Dio sulle cause della violenza, Dio risponde … Poi anche Dio interroga, e gli uomini non possono tacere.

Forse non è tanto importante trovare un’unica risposta, sul perché Dio non è intervenuto o non interviene, forse è più importante la quoelet_02possibilità di continuare a formulare domande.

Secondo Qoèlet”, è una domanda brutale, profonda, eticamente impegnativa, è urlo e dolore di una umanità alla continua ricerca del senso della vita.

E’ domanda del perché il male, la violenza, la tortura appartengono ancora oggi all’essere umano e perché gli uomini proseguono con accanimento e violenza il loro progetto distruttivo.

Qoèlet è l’osservatore impietoso e implacabile del dialogo tra gli uomini e Dio.. Lo spazio è una terra di nessuno dove l’acqua è l’elemento dominante e il cielo è una distesa di filo spinato.

Sotto questo cielo, si muove una umanità dolente e dolorosa, in una “via crucis” dell’anima alla ricerca di una pace impossibile, ma fortemente voluta e cercata.

Liricità e crudele visione sono gli opposti di questo oratorio: all’interno di questi opposti una lama di luce segna un possibile passaggio verso la partecipazione dell’uomo al progetto di ricostruzione di una società più consapevole che non crei più reietti e rifiuti.

Il progetto dello spettacolo è frutto di varie collaborazioni: innanzitutto Carlo Fiorini e Sam Polistina di Opere (sigla che riunisce un gruppo di artisti più volte presenti in mostre come la Triennale di Milano, con cui Argot ha  già avuto modo di collaborare con esiti importanti, in particolare con “Il Custode dell’acqua”) che con l’ausilio di fondali digitali hanno  trasformato e modellato lo spazio scenico con immagini e suggestioni visive particolari.

Le musiche originali sono di Stefano Saletti, fondatore del gruppo Novalia, e attuale leader di Piccola Banda Ikona, i salmi cantati sono di Miriam Meghnagi, una delle voci più importanti del panorama musicale del Mediterraneo.

Accanto a Omero Antonutti – che interpreta la voce del Signore – un gruppo di giovani attori che ha aderito con passione e impegno al progetto, accettando la sfida di confrontarsi con parole importanti, taglienti, provocatorie e dolorose.

Un incontro suggerito dai temi dello spettacolo si terrà alla sala del Cenacolo di Montecitorio, vicolo Valdina 2, martedì 10 ottobre a partire dalla ore 18.