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locandina antigone
 

 

 

 

 

 

 

 

Comune di Siena - Assessorato alla Cultura / ArTè Stabile di Innovazione


MASCIA MUSY                                             ROBERTO LATINI

ANTIGONE
di Jean Anouilh

 


traduzione e adattamento di Maurizio Panici

con (in ordine alfabetico)
Domenico Diele, Alessandra Fallucchi, Fabio Mascagni,
Maurizio Panici, Marco Vergani, Giulia Weber


scene Daniele Spisa
costumi Marina Luxardo
luci Franco Ferrari

regia MAURIZIO PANICI

 

Nota di regia

Lo spostamento operato da Anouilh rispetto alla tragedia di Sofocle, dalla contrapposizione tra leggi divine e leggi dello stato, ad un conflitto di sentimenti, è la ragione della nostra scelta.
Creonte e Antigone sono le facce di una stessa medaglia e si riflettono continuamente, rinviando il conflitto come in un gioco di specchi: conflitto eterno tra vecchiaia e giovinezza, maschile e femminile, sfera dell’intimità privata e sua profanazione pubblica. “Antigone” è tragedia dell’oggi, del dubbio e dell’inquietudine, conflitto tra le leggi del cuore e osservanza delle regole ,linea di confine dove l’ideale giovanile si misura con l’acquisita responsabilità.
La struttura stessa della tragedia di Anoulih è distonica: se l’impianto drammatico è moderno, le didascalie sembrano indicazioni per la sceneggiatura di un film (“con un impercettibile sorriso” , “le stringe le braccia”, “con lo sguardo perduto”…).
La scrittura è epica e nello stesso tempo quotidiana e minima, il conflitto con l’assoluto enorme ma reso in maniera piana, parlata e non urlata. Tutto è dichiarato, fin dal prologo che apre lo spettacolo illustrando i personaggi che reciteranno la storia.
Anouilh coglie in questo modo un aspetto sostanziale della tragedia (pur trattandolo in forma apparentemente privata), la caducità e l’inutile affanno dei “piccoli” protagonisti immersi in un contesto “grandioso” di insostenibile presenza del destino.
Lavorando in questa direzione, la scenografia, più che uno spazio scenico, è un “segno”, forte e assoluto, che rende determinati i rapporti anche fisici tra gli interpreti, la cui recitazione è tesa verso l’assoluta sincerità (tra tutti, Mascia Musy che è Antigone). I gesti sono essenziali e lasciano spazio alla parola che torna così al suo ruolo principe.
La presenza di un coro (filo rosso della Storia che unisce la tragedia dalle origini sofoclee ad oggi) e la musica fortemente evocativa, contribuiscono a riportare Antigone alla sua forza originaria dopo avere attraversato il quotidiano e il presente.

                                                                                                                                                                  Maurizio Panici

L’Autore è rappresentato dall’Agenzia MCR, Marie Cécie Renauld di Parigi e, per l’Italia, i diritti della presente Opera sono tutelati dall’Agenzia Danesi Tolnay di Roma.

Lo spettacolo è realizzato nell'ambito del progetto Alla ricerca del Buongoverno


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