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ESTRATTI STAMPA  

LA MARIA ZANELLA

Atto d'amore doloroso di una bravissima attrice

La Maria Zanella ... è un atto d'amore doloroso, come una partitura sulla memoria, sulla perdita di identità e sul desiderio di non essere abbandonati a sé stessi, questo flusso di parole cui la protagonista dovrà dare il senso di ricordi rimossi per distrazione, la consapevolezza di non sentirsi amati per quello che si è.

(Rodolfo Di Giammarco, La Repubblica, 17 maggio 2002)

Una giovane, l'alluvione e una casa in vendita

Maria Paiato è un'attrice capace di dare vera emozione. Mobile, vera, asciutta, senza un gesto o un tono retorico, restituisce la figura tenera e drammatica di una giovane donna della bassa padana, segnata nella sua salute mentale dalla alluvione del 1951.

(Paolo Petroni, Corriere della sera, 28 maggio 2002)

Bellissima prova di Maria Paiato "persa" nella follia

Dietro la storia di La Maria Zanella, storia di ordinaria follia di una donna segnata per sempre dall'alluvione del Polesine del 1951 descritta con struggente verità nel bel monologo di Sergio Pierattini interpretato dalla bravissima Maria Paiato, dietro la riga nera che il Po lasciò sulla casa di Maria, dietro la vita di una piccola donna colpita nel cuore e nella mente dalle acque nere e vorticose in cui cadde da bimba durante la fuga dalla piena, c'è un mondo che sta scomparendo, il mondo contadino con le sue cascine che diventano seconde case e radici che vengono negate e cancellate. [...] E Maria Paiato con la sobria regia di Maurizio Panici offre una bellissima prova d'attrice disegnando con piccole sfumature di tono, con piccoli rabbiosi gesti, con espressioni fulminanti del viso, il mondo della sua protagonista dallo sguardo fisso e rassegnato, dalla mente a pezzi e dal cuore tradito e solo. Uno spettacolo da non perdere.

(Magda Poli, Corriere della sera, 4 dicembre 2005)

Emozionante incancellabile Maria

Parte da una singolare angolazione spiazzante Sergio Pierattini in La Maria Zanella per raccontare l'alluvione del Polesine del 1951. [...] Questa Maria Zanella è diventata una persona viva grazie all'immedesimazione di una straordinaria Maria Paiato, seduta sua una sedia, il viso scavato con quegli occhi ansiosi che si guardano dentro e feriscono mentre le labbra ci parlano quando la sua cadenza padanale lascia il posto al silenzio, le gambe aperte, sottolineando il succedersi degli stati d'animo con minimi ritocchi dell'orientamento, trepidamente viva in un eloquio che cancella la precisione del calcolo, inarrestabile salvo le sospensioni affidate dalla regia di Maurizio Panici [...] a effetti sonori e musicali nel nero rotto da una sola lampadina sospesa a mezz'altezza.
Un'ora incancellabile di profonda emozione.

(Franco Quadri, La Repubblica, 7 dicembre 2005)

 
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