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ESTRATTI STAMPA | ||
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LISISTRATA Una superlativa Villoresi valorizza la Lisistrata "Una bellissima edizione della Lisistrata di Aristofane: spumeggiante di spirito, agile nell'andamento, con tratti di comicità irresistibile. In più una sezione musicale originale, vivacissima e coinvolgente (creata con lode da Stefano Saletti) che travolge anche il pubblico a gridare Evoè, come gli antichi; un continuo dibattito sul tema che purtroppo è rimasto uguale da 25 secoli: l'inutile brutalità della guerra, la necessità di smettere con la serie montante delle rappresaglie e di giungere alla Pace. [...] Maurizio Panici che firma la regia ha realizzato il raro equilibrio tra le ragioni testuali e quelle spettacolari: abbreviando dove necessario per rendere lineare lo svolgimento talora frastagliato della commedia attica; trasferendo le allusioni politiche ateniesi in quelle nostrane" (La Sicilia, 24 giugno 2004, Sergio Sciacca) Lisistrata, Pamela Villoresi frizzante femminista "Lo spettacolo [...] si avvale di una regia e di un cast di attori che sembrano giocare con gli equivoci, i doppi sensi, le allusioni, la mordacità e la licenziosità verbale, gestuale e vocale in un continuo instancabile crescendo di trovate e ritmi, dove tutto concerne il sesso si fa risata, tuttavia non lasciva, non gratuita, non banale. [...] Maurizio Panici, estroso regista della trasposizione scenica, avvolge tutta la vicenda fra le pieghe di uno scatenato musical, veste i personaggi di jeans e minigonne, ricrea una immaginaria cornice dell'Italia anni '70, disegna un affresco linguistico in cui risuonano i molteplici nostri dialetti; vivacizza di gorgoglianti movimenti di scena, di lampeggianti ammiccamenti e di strizzatine d'occhio tutto l'intreccio, restituisce alle donne lo straripante dominio del sesso, investe l'intera fabula di un disinibito erotismo e di corale allegria, immergendo il tutto, comunque nel pentagramma di una poesia che scintilla di sapienza e di saggezza, di acume e di arte totalizzante". (Gazzetta del Sud, 29 maggio 2004, Salvatore di Fazio) Ed ecco la scoppiettante e infervorata Pamela Villoresi " [... ] si ride e si diverte individuandovi molte analogie con la nostra realtà contemporanea [...]. Ed ecco la scoppiettante e infervorata Pamela Villoresi nel ruolo del titolo [...] che arriva sulla scena di corsa sventolando in mano la bandiera col noto simbolo 'facciamo l'amore e non la guerra' [...]. I doppi sensi si sprecano, e le parti del coro con la Corifea Luciana Turina ancora in grande forma, sono cantati e suonati dal vivo da un'orchestrina capitanata da Stefano Saletti". (Giornale di Sicilia, 29 maggio 2004, Gigi Giacobbe)
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