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Nuove Sensibilità A Corte

Sette debutti nazionali di realtà giovani e nostrane, presentati dal Progetto Nuove Sensibilità nell’ambito di Teatro a Corte 2009, pressati in tre giorni intensivi: si è visto uno spaccato abbastanza esaustivo delle tendenze del nuovo teatro italiano. Quasi tutti testi o partiture originali, tranne uno: Kvetch (Piagnistei) di Steven Berkoff, realizzato da Infinito di Pierfrancesco Pisani.. E’ l’unico allestimento in cui la creatività under 35 si è espressa attraverso la regia di Tiziano Panici e soprattutto l’interpretazione dei bravi Ivan Zerbinati, Laura Bussani, Jacopo Bicocchi, Simone Luglio.
Soprattutto perché, nel bene o nel male, va sempre riconosciuta agli attori una responsabilità maggiore (sono loro i corpi e facce che il pubblico giudica in primis). Kvetch è una pièce ormai considerata classica nella drammaturgia contemporanea inglese, frutto della fantasia di uno scrittore di successo ma controcorrente.
E’ già meritevole che un ensemble di ultima generazione affronti un autore, ponendosi fuori dal coro nutrito degli adattamenti, aggiustamenti, confezionamenti di opere ad hoc, redatte sulle proprie corde; naturalmente non tutti i drammi originali difettano, talvolta capita che un’effettiva esigenza di raccontare nuove storie sposi il coraggio al talento. Ma è dimostrazione di audacia anche scegliere oggi il proprio ruolo, sia essa d’attore o di regista, ed esprimerlo attraverso l’adesione ad un testo d’altri.
Ben venga se poi la commedia è briosa e divertente, sgretola le ipocrisie, rende paralleli i due piani del detto e dell’inespresso, svelando con ironia le mille bugie di cui siamo colpevoli e vittime e lasciando alla fine liberi i personaggi di soffocare i piagnistei per agire davvero come meglio credono. Qui l’ufficialità è in lingua e l’interiorità in dialetto, c’è un tavolaccio che si trasforma in letto e pochi altri oggetti, per una messinscena energica e sorprendente. Uno spettacolo da vedere, nella stagione entrante 2009/2010.

Maura Sesia

http://www.sistemateatrotorino.it/editoria/recensioni/testi/nuove_sensibilita.html

 

KVETCH (Piagnistei)

Tiziano Panici ha proposto e diretto questa che è l'unica drammaturgia della sezione che più direttamente si confronta, quasi combattendovi, con un testo drammatico forte. In scena Ivan Zerbinati, Laura Bussani, Jacopo Bicocchi e Simone Luglio. Il dramma di Steven Berkoff è un testo duro, arrabbiato come nella migliore tradizione della drammaturgia europea contemporanea, e racconta di vite incapaci di comunicare, di confondersi e legarsi una con l'altra e forse per questo destinate alla perenne sconfitta e alla solitudine. La pièce elimina ogni riferimento naturalistico ed utilizza il testo come metafora di una condizione metafisica, che trasforma le esistenze in ruoli che ripetono coattivamente le proprie pulsioni senza elaborarle. Marito, moglie, suocera 'imbarazzante', collega e datore di lavoro si ripropongono continuamente come monadi all'interno delle quali l'altro giunge come eco di un sogno perennemente coltivato. È una situazione senza uscita espressione di un pessimismo profondo che il drammaturgo utilizza ed esibisce con violenza quasi a colpire e scuotere lo spettatore. La riscrittura scenica del testo drammatico peraltro si arricchisce di meticciamenti linguistici che tentano di dare concretezza ed identità ad esistenze altrimenti anonime, lasciando intravvedere nella rappresentazione un tentativo, la ricerca di una via di uscita.

Dramma.it di Maria Dolores Pesce

 (…) si dimostra sorprendentemente maturo, soprattutto rispetto alla giovane età del regista e interpreti Kvetch (…) ottimo ritmo, bravi attori, belle invenzioni registiche fatte con niente riescono a far funzionare egregiamente il non facile testo di Berkoff. 

                                                                  Hystrio Laura Bevione e Claudia Cannella

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