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Recensioni
Mascia Musy in “Love”
la Tamaro per voce sola
Mascia Musy, la faccia sparuta di quest’attrice che ha un cuore nascosto
in gola, la figura irta e piena d’una donna –artista inquieta e limpida,
quella sua sfuggente carica fatta di tenera o rocciosa malinconia, tutto
di Mascia Musy è forse messo (in primo piano) in gioco oggi e domani al
Teatro Tor Bella Monaca in Love, scrittura scenica e regia di Emanuela
Giordano da un racconto di Susanna Tamaro pubblicato nella raccolta “Per
Voce Sola” del 1991. C’è di mezzo la storia di una zingaretta, una
ragazzina sfruttata, un’infanzia rom tradita, un destino non scelto ma
detto.
la
Repubblica – Rodolfo di Giammarco – 14 marzo 2009
Mascia Musy dà voce alle donne con la penna di Susanna Tamaro
E’ il
problema dell’ infanzia negata, di cui parla spesso e di cui in fondo
continuiamo a non comprendere, o forse a non voler comprendere, le
radici, e le possibili soluzioni.
Ma è anche soprattutto il problema del diverso di cui diffidiamo senza
avere il coraggio di accostarci a lui nel tentativo di conoscere il
retaggio antico che ne condiziona l’esistenza. E al fondo di tutto,
quello di un’umanità capace di amore, che sola può indurre al
superamento della paura e dell’indifferenza e dare speranza a chi dalla
sorte è stato scagliato sulla terra a vivere una condizione di
emarginazione e di sfruttamento. Tutte cose che si possono ritrovare in
Love, realizzato in collaborazione da Argot Produzioni e Teatro di Roma,
che viene presentato anteprima oggi e domani al Teatro Tor Bella
Monaca.
Uno spettacolo al femminile che vede, accanto all’interpretazione di
Mascia Musy, la regia e la drammaturgia di Emanuela Giordano. Mentre
Susanna Tamaro firma il racconto da cui è tratto, ispirato in lei dagli
occhi sconfinatamene tristi di una bambina rom che tanti anni fa vedeva
chiedere l’elemosina a Ponte Sisto. Uno sguardo che la sua penna ha
tradotto in una storia emblematica di bimba venduta come un pollo di
batteria a una organizzazione di sfruttatori. Dove il dono inatteso di
un amore di cui è sempre stata priva accende una prospettiva di speranza
che si spezza contro i colpi di una vita ancora una volta matrigna. E
che la regia ripropone ora dal palcoscenico coi tratti di una ballata
epica, dedicata a un’infanzia dolorosa e anomala di una bambina rom,
accompagnata dalle musiche originali per organetto eseguite dal vivo da
Fiore Benigni.
Il
Tempo - Antonella Melilli – 14 marzo 2009
Vesna e le illusioni dell’amore
Fresca di premi (un Ubu, un Olimpico del teatro) l’Anna Karenina di
Nekrosius ovvero Mascia Musy torna in scena tutta sola, in un monologo
drammatico tratto da un racconto di Susanna Tamaro. Love - tratto dalla
raccolta Per Voce Sola – tratteggia la fiaba buia di Vesna, bambina rom
venduta a un’organizzazione di sfruttatori, messa sulla strada a
procacciarsi denaro. Un giorno incontra un uomo e si illude di aver
trovato una crepa nell’inferno…
L’ispirazione della Tamaro era partita da un lontano ricordo nel tempo,
quando passando su Ponte Sisto in bicicletta, notava una ragazzina che
chiedeva l’elemosina con la tristezza negli occhi. Da quella memoria è
nato molti anni dopo uno dei racconti della raccolta uscita nel 1991.
Oggi il testo diventa una “ballata epica” a teatro, come la definisce
Emanuela Giordano che ne cura la regia.
“Dedicata all’infanzia meno amata”, quella dei bambini rom, cercando di
osservare con più attenzione e cura l’orizzonte in cui si muovono,
immaginare il futuro che hanno a partire dalle condizioni misere del
loro presente.
In scena con Mascia Musy l’organettista Fiore Benigni con musiche
originali eseguite dal vivo.
l’Unità – Rossella Battisti – 14 marzo 2009
Il teatro d’autore ora si è trasferito in periferia
Reduci dal successo raccolto con Ascoltami bene, la drammaturga/regista
Emanuela Giordano e la pluripremiata attrice Mascia Musy tornano insieme
sul palcoscenico a raccontare, ancora una volta, una storia di diritti
negati, di emarginazione dolorosa, di ingenuità tradita, di violenza
fisica e psicologica.
Love si intitola l’importante monologo tratto da un racconto di Susanna
Tamaro.
Love come l’amore mancato alla piccola zingara protagonista: adolescente
rapita alla sua gioventù e alla sua stessa vita che, entrata in un
diabolico giro di prostituzione e sfruttamento, intravede nell’incontro
con un uomo “amorevole” la sua meritata occasione di riscatto. Ma altre
cocenti disillusioni l’attendono, aggravate dal quel figlio concepito
così prematuramente e così amaramente che le cresce dentro. Spettacolo
dunque che attinge alla radice civile e in definitiva umana del teatro
per non farci dimenticare chi sta ai margini della società, chi appunta
la propria esistenza sul filo instabile di un destino fin troppo feroce.
“Una ballata epica – la definisce la stessa Giordano – dedicata
all’infanzia meno amata, quella di cui ogni giorno diffidiamo e con cui
non sappiamo fare i conti”. Ad accompagnare in scena la brava
interprete/fabulatrice le musiche originali scritte ed eseguite da Fiore
Benigni.
il Giornale – Laura
Novelli – 13 marzo 2009 |