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24 febbraio - 8 marzo
Effe.Gi.Di
presenta
CLITENNESTRA
di M. Yourcenar
traduzione di M.L. Spaziani
con Marina Biondi
regia Igor Mattei
Due sono le parole chiave di questa storia, sia essa narrata da
Eschilo sia essa narrata dalla Yourcenar: “ATTESA” e “RITORNO”.
D’attesa si parla infatti in tutta la vicenda che riguarda i
protagonisti di questa tragedia: attesa da parte di Clitennestra che
la guerra cessi e riconduca a casa un re, un marito ormai lontano da
anni, un uomo che ha sacrificato una figlia per propiziarsi gli dei.
E di ritorno: ritorno di Agamennone alla sua casa e alla sua
famiglia, e soprattutto in questa versione novecentesca del mito,
ritorno dentro l’anima di una donna malata d’amore di un pensiero
fisso, di un’ossessione amorosa che soltanto con l’uccisione della
creatura amata sembra possa avere fine, e che invece su tutto
trionfa e che travolge, come un’immensa onda, qualsiasi barriera,
anche quella della morte.
Clitennestra inscena, forse per esorcizzarlo, un processo a se
stessa, una confessione sussurrata, ricordo rivissuto, autodifesa,
viaggio a ritroso nei ricordi, dichiarazione d’amore assoluto ed
infine rito di passaggio e metafora del tempo del lutto, come un
legame fisico e interiore. |
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