{"id":8866,"date":"2021-04-29T12:51:02","date_gmt":"2021-04-29T12:51:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.argot.it\/it\/?page_id=8866"},"modified":"2023-02-26T12:46:59","modified_gmt":"2023-02-26T12:46:59","slug":"progetto-artistico-2019-2-2-3","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.argot.it\/it\/progetto-artistico-2021\/","title":{"rendered":"Progetto artistico 2021"},"content":{"rendered":"<h2 id=\"u587-2\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\">PROGETTO ARTISTICO ANNUALIT\u00c0 2021<\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Argot da oltre trent\u2019anni \u00e8 un punto di riferimento progettuale e produttivo di autori e artisti che si occupano di linguaggi, modalit\u00e0 espressive ed estetiche innovative, ma grazie soprattutto al suo spazio, il Teatro Argot Studio, continua ad essere anche enzima e punto di incontro per le nuove realt\u00e0 della scena contemporanea italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al centro del suo progetto si pone quindi in modo sempre pi\u00f9 determinante la casa Argot, lo spazio trasteverino, fucina di tutti i progetti produttivi e luogo di fermento per tutte le nuove generazioni che per formazione e vocazione continuano ad attraversare questo luogo. E lo \u00e8 ancora di pi\u00f9, oggi, dopo un\u2019annata drammatica come quella del 2020, e un 2021 tutto da scoprire, che ha visto la chiusura dei teatri per gran parte dell\u2019anno a causa dell\u2019emergenza Covid 19, ma che non ha comunque placato il fermento creativo che ruota intorno alla nostra realt\u00e0, anzi. Il 2020 \u00e8 stato infatti un anno in cui, tra mille difficolt\u00e0 e restrizioni, si \u00e8 cercato di continuare il lavoro progettuale attraverso residenze e prove per spettacoli che vedranno la luce nel 2021 e ci si \u00e8 prodigati a riconvertire l\u2019attivit\u00e0, quando possibile, sfruttando al meglio gli unici canali disponibili ovvero la rete e lo streaming.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una progettualit\u00e0, quella di Argot, quindi sempre vocata al contemporaneo, alla scrittura, alla sperimentazione di nuovi linguaggi con l\u2019obiettivo di favorire la crescita di una nuova generazione di attori\/autori\/registi che si incrocia necessariamente anche con Dominio Pubblico, un progetto\u00a0 quest\u2019ultimo di audience development e sullo scouting di giovani formazioni artistiche U25 che da oltre 5 anni organizza il Festival \u201cDominio Pubblico_La Citt\u00e0 agli U25\u201d di cui Argot \u00e8 da sempre partner e promotore ponendosi come compagnia di riferimento per tutte le giovani formazioni selezionate nel progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la volont\u00e0 di dare spazio ad idee e ad artisti emergenti insieme alla sua innata attivit\u00e0 di scouting si concretizza soprattutto attraverso il progetto OVER \u2013 emergenze teatrali, che nel 2021 arriva alla sua terza edizione. Il progetto viene declinato sia in residenze per artisti in cerca di una casa che in un premio per compagnie di nuovissima generazione. Main partner del progetto OVER \u00e8 il NEST \u2013 Napoli Teatro Est di Napoli, uno spazio e una compagnia di produzione, per molti aspetti gemello all\u2019Argot, che opera su un territorio metropolitano differente. NEST prender\u00e0 parte attiva alla direzione artistica del progetto, immaginando una nuova edizione del Premio OVER 2021 che verr\u00e0 destinato alla programmazione di 4 nuove residenze creative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al termine delle residenze i 4 progetti verranno presentati in forma di studio in una finale che verr\u00e0 programmata a Roma e a Napoli e che coinvolger\u00e0 in entrambe le citt\u00e0 un gruppo di spettatori attivi U30: Dominio Pubblico a Roma e #GiovaniO\u2019Nest a Napoli. Verr\u00e0 selezionato solo uno dei progetti che potr\u00e0 portare a compimento il proprio lavoro e che verr\u00e0 seguito nel processo di produzione e di sviluppo fino al suo debutto. Altro partner eccellente della progettualit\u00e0 \u00e8 Theatron 2.0, nuova giovane realt\u00e0 italiana che dedica le proprie energie nel sostenere e promuovere progetti indipendenti. Theatron 2.0 \u00e8 anche un\u2019agenzia di comunicazione che si occupa di promuovere i progetti di Argot e ne cura le strategie di social media marketing, costruendo nel corso dell\u2019anno in programmazione, un vero e proprio storytelling che mira ad informare e allo stesso tempo appassionare tutti i follower delle attivit\u00e0 di Argot.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a questa azione di rete costruita all\u2019interno del proprio programma culturale, il progetto\u00a0OVER dal 2021 entrer\u00e0 a far parte del network <a href=\"https:\/\/www.risonanzenetwork.it\/\"><strong>Risonanze<\/strong><\/a>, una rete di soggetti nazionale dedicato alla promozione e alla tutela del teatro U30. Al progetto aderiscono gi\u00e0 altre 13 realt\u00e0 nazionali: Direction U30 del Teatro Sociale di Gualtieri \u2013 Festival 20 30 (Bologna) \u2013 Strabismi Festival (PG) \u2013 ZUT Centro di Residenza Umbro (PG) &#8211; PollineFest (LT) \u2013 Torino Fringe Festival \u2013 Arezzo Crowd Festival \u2013 Kilowatt Festival (AR) \u2013 Up To You (BG) \u2013 Centro IAC (MT) \u2013 Theatron 2.0 \/ Amuranza (Campania) che consegnano all\u2019Argot e al NEST una serie di proposte artistiche ormai mature in grado di esprimersi al meglio sulla scena e vogliose di uscire fuori, di emergere e farsi sentire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto <strong>OVER<\/strong> offrir\u00e0 da parte sua al network Risonanze una delle residenze che verranno messe a disposizione degli artisti che prendono parte al Premio Cantiere Risonanze, un riconoscimento nazionale che vede coinvolti tutti i soggetti partner della rete. Anche quest\u2019anno, attraverso l\u2019attivit\u00e0 del co-direttore artistico Maurizio Panici, La Citt\u00e0 di Marostica continuer\u00e0 ad essere sede di un osservatorio e polo produttivo sulle nuove formazioni in collegamento diretto con lo spazio Argot e con il Centro di Produzione della Piccionaia per ospitare e produrre prevalentemente nuovi testi di autori italiani, favorendo cos\u00ec la diffusione di nuove opere, svolgendo una intensa attivit\u00e0 di tutoraggio sulle nuove formazioni. Prosegue infatti il progetto con l\u2019Associazione Teatris di Residenza Teatrale presso il Teatro Politeama di Marostica (VI) volta alla formazione permanente di nuove figure artistiche e all\u2019approfondimento delle nuove scritture ma soprattutto si conferma in collaborazione con La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale del Veneto la Rete denominata TEATRO DI COMUNITA\u2019 con l\u2019obiettivo di dare vita e sostegno a nuove attivit\u00e0 e produzioni nel campo della drammaturgia contemporanea e della\u00a0ricerca sui nuovi linguaggi. Sono previste anche quest\u2019anno oltre l\u2019ospitalit\u00e0 delle nuove produzioni Argot, due spettacoli frutto del lavoro laboratoriale residenziale stabile condotto da Maurizio Panici presso il Ridotto del Teatro Politeama di Marostica: La Bottega del caff\u00e8 da Carlo Goldoni e in occasione del 700\u00b0 anniversario dalla morte di Dante Humanae Genti per la drammaturgia e regia di Maurizio Panici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2021 la progettualit\u00e0 Argot ruoter\u00e0 ancora intorno alla promozione e al sostegno della drammaturgia contemporanea italiana come testimoniano i numerosi nuovi allestimenti programmati nonostante le incertezze e le difficolt\u00e0: <strong>LE STORIE DELLA BUONA NOTTE PER BAMBINE RIBELLI<\/strong> \u00e8 nuovo progetto ideato con Progetto Goldstein e Officine della Cultura di Arezzo, tratto dall\u2019omonimo best-seller scritto da Elena Favilli e Francesca Cavallo. Lo spettacolo, a cura di Francesco Frangipane, ci far\u00e0 conoscere alcune delle straordinarie donne descritte in Storie della buonanotte per bambine ribelli che con oltre un milione\u00a0di copie vendute in tutto il mondo, \u00e8 diventato un movimento globale e un simbolo di libert\u00e0. A dar voce ad ognuna di loro l\u2019attrice e cantautrice Margherita Vicario che sar\u00e0 accompagnata dal vivo dall\u2019Orchestra Multietnica di Arezzo diretta dal Maestro Enrico Fink. L\u2019Orchestra Multietnica di Arezzo (OMA), nasce nel 2007 da un percorso formativo, aperto alla partecipazione di musicisti italiani e stranieri e finalizzato alla conoscenza e all\u2019approfondimento delle strutture di base delle musiche tradizionali delle aree del mediterraneo, per incrociarle con la tradizione italiana ed europea e predisporre un repertorio basato sulla contaminazione. L\u2019attuale formazione dell\u2019OMA\u00a0\u00e8 costituita da circa 35 musicisti provenienti da Albania, Palestina, Libano, Nigeria, Costa d\u2019Avorio, Argentina, Colombia, Bangladesh, Giappone, Romania, Russia, Svizzera e dalle pi\u00f9 svariate regioni italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019UOMO DAL FIORE IN BOCCA<\/strong> di Luigi Pirandello nel nuovo adattamento e regia di Francesco Zecca per Lucrezia Lante della Rovere. Un testo che fa parte della tradizione teatrale italiana affrontato per\u00f2 da un punto di vista del tutto originale e innovativo, ovvero dando voce a quella donna muta e dolorante, quella Donna Vestita di Nero (la moglie dell\u2019uomo dal fiore in bocca) che Pirandello ci ha fatto intravedere solo dietro a quel cantone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>UNO SPETTACOLO DIVERTENTISSIMO CHE NON FINISCE CON UN SUICIDIO<\/strong> \u00e8 uno spettacolo con e per Lodo Guenzi, attore e storico componente della band Lo Stato Sociale, diretto da Nicola Borghese e che nasce da una drammaturgia scritta ad hoc dallo stesso Guenzi e Borghesi insieme a Gioia Salvatori e Daniele Parisi. Ed \u00e8 uno spettacolo sbagliato. Dall&#8217;inizio. Fatto in un momento in cui non si capisce proprio perch\u00e9 si dovrebbe farlo, uno spettacolo. \u00c8 un tentativo di messa in scena che parte dalla stand up e si perde in una storia vera. In pi\u00f9 storie, vere. L\u2019attore \u00e8 davanti al pubblico, deve fare il suo show, tocca a lui, \u00e8 chiamato a portare a termine qualcosa da cui vorrebbe istintivamente fuggire, che \u00e8 quello che di solito fa, che ha sempre fatto. Il pretesto della storia, grazie alle aperture in stand up, che rendono possibili delle digressioni dell\u2019attore\/personaggio, diventa anche una riflessione sul perch\u00e9 si continui a stare in scena oggi. Per passione forse, per imparare a guardarci e riconoscerci come esseri umani? Per amore? Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nient\u2019altro da fare? Per dimenticare? Per ricordarsi? Sicuramente per ascoltare una storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ET- Elio Trenta<\/strong>, altra novit\u00e0 italiana il cui debutto era previsto nel 2020 e che causa covid abbiamo rinviato nel 2021, \u00e8 invece un progetto che nasce in collaborazione con Citt\u00e0 della Pieve per il Todi Festival su testo teatrale scritto dall\u2019attore Luigi Diberti, anche interprete, e dallo sceneggiatore Gianmario Pagano che vuole raccontare del giovanissimo \u201cinventore\u201d umbro che nel 1931 registr\u00f2 il primo brevetto del cambio automatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Argot non vuole dare meno attenzione alla drammaturgia contemporanea internazionale, dedicandole un focus specifico attraverso la storica rassegna ideata e diretta da Pino Tierno <strong>IN ALTRE PAROLE<\/strong>, giunta alla Quindicesima edizione con un bagaglio di oltre 100 testi presentati in prima nazionale, provenienti da ogni angolo del mondo. La Rassegna, quest\u2019anno in streaming da 22 al 27 marzo 2021 e in collaborazione con le Universit\u00e0 Roma Tre e Sapienza e le Ambasciate e gli Istituti di Cultura dei Paesi coinvolti, parte con la Slovacchia e con un appassionante testo sull\u2019oscuro passato recente del Paese, a firma di Viliam Klim\u00e1\u010dek, l\u2019autore pi\u00f9 rappresentato sia in patria all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da Israele arriva la voce di Gur Koren, con una commedia sulle nuove relazioni di coppia che mescola umorismo e commozione. Miguel Del Arco, che quest\u2019anno rappresenta la Spagna, rivisita il mito di Elena che qui prende la parola per raccontare la guerra e la storia dal punto di vista di una donna. Per gli Stati Uniti, viene presentata un\u2019inedita versione teatrale, sotto forma di monologo, del pi\u00f9 celebre racconto di Fitzgerald, gi\u00e0 adattato per il grande schermo. Petr Kole\u010dko, uno dei nomi emergenti del teatro della Repubblica Ceca, ci offre uno sguardo disincantato sulla societ\u00e0 post-comunista che fatica a lasciarsi alle spalle il passato. E infine dal Qu\u00e9bec arriva l\u2019intenso poema teatrale di Martin Bellemare, gi\u00e0 vincitore di numerosi premi per la sua struggente forza letteraria. Numerosi gli artisti coinvolti tra cui Massimo De Francovich, Iaia Forte, Manuela Mandracchia, Giorgio Lupano, Daniela Poggi e tanti altri.<\/p>\n<p>Priorit\u00e0 assoluta saranno anche le riprese degli spettacoli allestiti nel 2020 e che, causa covid e conseguente chiusura dei teatri, sono stati interrotti sul nascere o dopo poche repliche e con i quali si cercher\u00e0 di recuperare le repliche annullate e aggiungerne di nuove: <strong>GIUSTO LA FINE DEL MONDO,<\/strong> testo cult del francese Jean-Luc Lagarce, morto prematuramente di AIDS a 38 anni. Lo spettacolo, coprodotto con il Teatro Metastasio di Prato, \u00e8 che ha debuttato a gennaio 2020 presso il Teatro Lauro Rossi di Macerata, vede la regia di Francesco Frangipane e<br \/>\nun cast di attori di grandissima qualit\u00e0 che va da Anna Bonaiuto ad Alessandro Tedeschi (gi\u00e0 fondatore regista e attore della compagnia pluripremiata Carrozzeria Orfeo) fino a Barbara Ronchi, Vincenzo De Michele e Angela Curri. Il testo, riportato all\u2019attenzione mondiale dall\u2019omonimo film del pluripremiato Xavier Dolan, vincitore del Grand Prix della giuria a Cannes nel 2016, racconta di Louis \u2013 uno scrittore malato di Aids e prossimo alla morte \u2013 che dopo essere stato lontano da casa per dodici lunghi anni, torna nel suo paese natale per rivedere i suoi familiari e comunicare loro la notizia della sua malattia e della sua imminente morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DA LONTANO_Chiusa sul rimpianto<\/strong> \u00e8 lo spettacolo scritto e diretto da Lucia Calamaro, per e con Isabella Ragonese e con la partecipazione di Emilia Verginelli. Quanti di noi, da piccoli, hanno assistito impotenti ai drammi degli adulti amati? Quanti avrebbero voluto intervenire? Aiutare, capire. In fondo salvarli. E quasi mai si pu\u00f2. Da Lontano mette in scena il tentativo irragionevole di una figlia adulta, diventata terapeuta, di fare oggi quello che non aveva potuto fare a quei tempi: aiutare quella madre tribolata, che esisteva solo quando lei era bambina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>THE MAN JESUS<\/strong>, il grande successo inglese di Matthew Hurt, tradotto da Jacopo Rosso Ciufoli, con Roberto Ciufoli per la regia di Maurizio Panici. Un monologo straordinario che narra i momenti chiave della vita di Ges\u00f9 attraverso gli occhi degli uomini e delle donne che lo circondavano, Maria, Giovanni Battista, Barabba, Giuda, Ponzio Pilato e tanti altri. Raccontare la storia di Ges\u00f9 pu\u00f2 apparire semplice, addirittura banale.THE MAN JESUS non lo \u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA STORIA DI RE LEAR<\/strong> \u00e8 la riscrittura del premio Strega Melania G. Mazzucco del capolavoro Shakesperiano. Unica interprete la straordinaria attrice Vanessa Scalera che da voce a tutti i personaggi accompagnata dalle sonorizzazioni e live electronics del Dj Antonello Aprea per uno spettacolo\/concerto a cura di Francesco Frangipane. La storia di Re Lear e delle sue tre figlie viene da molto lontano, dalla notte dei tempi, si potrebbe dire&#8230;Una storia che hanno raccontato un po\u2019 tutti: dai menestrelli alle corti dei principi alle nonne davanti al camino. Con il passare del tempo le persone smisero di credere alle favole, ma un bel d\u00ec arriv\u00f2 Shakespeare e cap\u00ec che in questa barbara vicenda di re, conti, principi e principesse, mancava il coro, cio\u00e8 una persona semplice, che dicesse parole in cui gli spettatori potessero riconoscersi, insomma la verit\u00e0 e cos\u00ec riscrisse tutto. Raccont\u00f2 Re Lear a modo suo, e lo fece cos\u00ec bene e con parole cos\u00ec giuste che, dopo, se qualcuno avesse voluto raccontare Re Lear, avrebbe dovuto prendere la sua versione. Da allora, Re Lear ha avuto un\u2019infinit\u00e0 di rappresentazioni, traduzioni, riduzioni e adattamenti e questa \u00e8 una di quelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>SOUVENIR \u2013 La fantasiosa vita di Florence Foster Jenkins<\/strong> di Stephen Temperley, per la traduzione e l\u2019adattamento di Edoardo Erba e regia Roberto Tarasco con Francesca Reggiani, Massimo Olcese e Francesco Leineri. Una commedia irresistibile in equilibrio fra talento e passione: non \u00e8 importante che l\u2019arte corrisponda a rigidi canoni classici, la passione, se brutalmente sincera, trasforma in capolavoro anche una disastrosa esibizione. Un sogno che diventa realt\u00e0. Ispirata alla\u00a0vera Florence Foster Jenkins, la commedia racconta della ricca signora dell\u2019alta societ\u00e0 newyorkese, anima di un circolo di amanti di bel canto, che nel 1944 si esibisce al Carnegie Hall la pi\u00f9 importante sala da concerto classica di New York.<\/p>\n<p><strong>TADDRARITE<\/strong>, dell\u2019autrice e regista siciliana Luana Rondinelli e con tre interpreti d\u2019eccezione quali Donatella Finocchiaro, Claudia Potenza e Antonia Truppo, racconta il modo in cui tre donne siciliane, riunite da una veglia funebre, fanno trapelare nelle loro confidenze la realt\u00e0 inconfessabile della violenza dell\u2019uomo sulla donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> KAMIZAZE NAPOLETANO<\/strong>, scritto e interpretato da Arcangelo Iannace che racconta la tragicomica esistenza di Rosario, un insolito kamikaze che pensa di aver trovato finalmente la sua salvezza nel martirio, forse\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 prevista naturalmente anche la ripresa di<strong> Segnale d\u2019allarme | La mia battaglia VR<\/strong>, trasposizione in realt\u00e0 virtuale di Elio Germano e Omar Rashid, de La mia Battaglia, un\u2019operaportata in scena da Elio Germano stesso e Chiara Lagani (fondatrice di Fanny &amp; Alexander) \u2013 che parla alla e della nostra epoca. Un progetto speciale volto all\u2019innovazione e alla multidisciplinariet\u00e0 che proprio per la sua natura \u00e8 riuscito a sopravvivere alla pandemia e ad avere una sua vita anche nel periodo di chiusura attraverso varie declinazioni che hanno permesso il pubblico di godere dell\u2019opera in forme diverse. Lo spettatore \u00e8 portato a piccoli passi a confondere immaginario e reale, e attraverso la realt\u00e0 virtuale, ad immergersi nell\u2019opera teatrale diventandone parte. Assistendo ad un monologo che sar\u00e0 un crescendo e allo stesso tempo una caduta verso il grottesco. Segnale d\u2019Allarme racconta una storia vera, la nostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma un Argot voglioso di proseguire il suo storico percorso volto alla promozione della drammaturgia contemporanea e dei nuovi linguaggi con particolare attenzione alle nuove generazioni, con un entusiasmo e una passione che neanche questa pandemia e la chiusura prolungata sono riuscite a placare.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>La Direzione Artistica<\/strong><br \/>\nMaurizio Panici<br \/>\nFrancesco Frangipane<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PROGETTO ARTISTICO ANNUALIT\u00c0 2021 &nbsp; Argot da oltre trent\u2019anni \u00e8 un punto di riferimento progettuale e produttivo di autori e artisti che si occupano di linguaggi, modalit\u00e0 espressive ed estetiche innovative, ma grazie soprattutto al suo spazio, il Teatro Argot Studio, continua ad essere anche enzima e punto di incontro per le nuove realt\u00e0 della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":68,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_links_to":"","_links_to_target":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8866"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8866"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8866\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11563,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8866\/revisions\/11563"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}