{"id":5971,"date":"2016-07-15T13:21:08","date_gmt":"2016-07-15T13:21:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.argot.it\/it\/?p=5971"},"modified":"2016-07-28T08:03:23","modified_gmt":"2016-07-28T08:03:23","slug":"albania-casa-mia-al-festival-di-resistenza-museo-cervi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.argot.it\/it\/2018\/09\/albania-casa-mia-al-festival-di-resistenza-museo-cervi\/","title":{"rendered":"&#8220;Albania casa mia&#8221; premiato al Festival di Resistenza Museo Cervi"},"content":{"rendered":"<section  class='av_textblock_section av-av_textblock-0366cc7376be6c9e82a3e9cc8987b64f'  itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/BlogPosting\" itemprop=\"blogPost\" ><div class='avia_textblock'  itemprop=\"text\" ><div class=\"page\">\n<h1 style=\"text-align: center;\">FESTIVAL DI RESISTENZA PREMIO MUSEO CERVI<\/h1>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: center;\" title=\"Page 1\">21 luglio 2016<\/div>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Albania casa mia<\/strong><\/span><\/h1>\n<p><a href=\"http:\/\/lnx.argot.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/loca_albania_web.jpg\" rel=\"attachment wp-att-5702\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-5702 alignleft\" src=\"http:\/\/lnx.argot.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/loca_albania_web.jpg\" alt=\"Albania Casa Mia\" width=\"281\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/loca_albania_web.jpg 905w, https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/loca_albania_web-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/loca_albania_web-768x1086.jpg 768w, https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/loca_albania_web-728x1030.jpg 728w, https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/loca_albania_web-498x705.jpg 498w, https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/loca_albania_web-450x636.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 281px) 100vw, 281px\" \/><\/a><\/p>\n<p>di e con <strong>Aleksandros Memetaj<\/strong><\/p>\n<p>regia <strong>Giampiero Rappa<\/strong><\/p>\n<p>aiuto regia <strong>Alberto Basaluzzo<\/strong><\/p>\n<p>25 febbraio 1991, Albania. Il regime comunista che per pi\u00f9 di 45 anni aveva controllato e limitato la libert\u00e0 dei cittadini albanesi \u00e8 ormai collassato. Il malcontento del popolo si esprime con manifestazioni, distruzione dei simboli dittatoriali ed esodi di massa, per primo quello di Brindisi. Tanto pi\u00f9 che il focolare della rivolta, ultimo in Europa, aspetta da anni, dopo la morte di EnverHoxha nel 1985 e la caduta del muro di Berlino nel 1989, di appiccare, a partire da Scutari, divampando poi in tutta la nazione e raggiungendo le citt\u00e0 principali: Tirana, Durazzo e Valona. I movimenti politici formatisi (soprattutto diseredati, intellettuali e studenti) cominciano ad agitarsi contro il governo. Le Ambasciate vengono aperte dai rispettivi paesi e inondate di persone richiedenti asilo. Allora il presidente Ramiz Alia concede il diritto di viaggiare fuori dallo stato, riaprendo i confini e aprendo all\u2019economia libera. Migliaia di persone cercano di scappare verso l\u2019Occidente partendo dai porti di Valona e Durazzo con navi, pescherecci e gommoni diretti verso l\u2019Italia. Tra questi c&#8217;\u00e8 anche Alexander Toto, trentenne che scappa da Valona a bordo del peschereccio &#8220;Miredita&#8221; (Buon giorno) e giunge a Brindisi. In quel peschereccio c&#8217;\u00e8 anche Aleksandros Memetaj, bimbo di 6 mesi. Albania casa mia \u00e8 la storia di un figlio che crescer\u00e0 lontano dalla sua terra natia, in Veneto, luogo che non gli dar\u00e0 mai un pieno senso di appartenenza. \u201cAlbania casa mia\u201d \u00e8 anche la storia di un padre, dei sacrifici fatti, dei pericoli corsi per evitare di crescere suo figlio nella miseria di uno Stato che non esiste pi\u00f9. E\u2019 anche la storia del suo grande amore nei confronti della propria terra, di grande patriottismo, di elevazione di alcuni valori che in Italia non esistono pi\u00f9. Quando il popolo piange sangue e si ribella allo Stato, per un gioco controverso dell\u2019animo umano il cuore, pur bagnato di veleno, conserva gli odori, le immagini e i dolci ricordi di una nazione unica, con una storia sofferta e passionale. I destini di Aleksandros Memetaj e Alexander Toto \u00ad apparentemente lontani \u00ad si incrociano pi\u00f9 volte nella storia fino creare un&#8217;unica corda, un unico pensiero. Finch\u00e9 l\u2019uno diventer\u00e0 il figlio e l&#8217;altro il padre.<\/p>\n<h2>NOTE DI REGIA<\/h2>\n<p>\u201cAlbania casa mia\u201d \u00e8 un testo divertente e commovente di un giovane attore e autore di 24 anni . Ho incontrato Aleksandros Memetaj due anni fa alla scuola di recitazione Fondamenta mentre si stava per diplomare. Dopo aver fatto due mesi di lezione sono rimasto affascinato dalle sue potenzialit\u00e0 espressive. Vedendolo lavorare ho intuito subito che Aleksandros aveva una ferita nascosta\u00a0 e che forse proprio quella ferita era la sua benzina per volere diventare attore. Ci siamo rivisti a fine corso in un bar perch\u00e9 mi interessava sapere del suo passato. Dopo aver ascoltato alcuni episodi della sua vita, ho invitato Aleksandro sa scrivere un monologo sulla sua storia e in meno di un mese \u00e8 nato \u201cAlbania casa mia\u201d.\u00a0 Eravamo d\u2019accordo tutti e due di non volere scrivere uno spettacolo di denuncia sociale. Quello che mi aveva colpito del racconto era la difficolt\u00e0 che aveva avuto nel cercare una propria identit\u00e0 ma anche il viaggio e l\u2019ostinazione del padre per cercare di garantire un futuro a sua moglie e a suo figlio. Questo rapporto tra padre e figlio \u00e8 molto forte nel testo e rende la storia universale.<\/p>\n<p>Abbiamo lavorato fidandoci del testo, cercando di allontanare ogni forma estetica interpretativa fine a se stessa o inutili patetismi senza musica o luci ad effetto. Ho cercato di mettere Aleksandros nella posizione pi\u00f9 scomoda possibile; solo, chiuso dentro i suo confini, quasi in gabbia alla ricerca di un riscatto tramite un racconto che diventa catartico per lui e quindi per noi.\u00a0 La sua azione fondamentale come attore non \u00e8 solo quella di raccontare il suo passato ma quella di immaginare dentro di s\u00e9 il desiderio di fare un salto che dopo un\u2019ora di spettacolo gli consentir\u00e0 di abbracciare il pubblico. Lo stesso salto che i suoi genitori hanno fatto ventiquattro anni fa dopo aver scavalcato un\u00a0 muro di quattro metri e tenendo in mano un neonato di cinque mesi, minacciati da pistole di alcuni poliziotti. Aleksandros durante le prove \u00e8 stato generoso, instancabile, paziente, orgoglioso, determinato, ottimista proprio come suo padre non appena giunto nel Veneto, contento di lavorare in una pizzeria pur se ingegnere fisico.\u201cAlbania casa mia\u201d\u00e8 un racconto che pu\u00f2 essere un buon antidoto alla depressione e alla\u00a0 crisi che ci viene sbattuta in faccia e con la quale dobbiamo fare i conti ogni giorno . Quel salto dal muro di quei tre essere umani, \u00e8 un invito a non abbattersi e a non avere paura di ricominciare da capo, anche quando tutto sembra essere perduto.<\/p>\n<p><em>Giampiero Rappa<\/em><\/p>\n<div class='avia-iframe-wrap'><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/150263526\" width=\"1500\" height=\"844\" frameborder=\"0\" title=\"Trailer Albania Casa Mia\" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":3,"featured_media":5655,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[5,7],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5971"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5971"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5971\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6036,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5971\/revisions\/6036"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}