{"id":6314,"date":"2016-08-11T14:48:59","date_gmt":"2016-08-11T14:48:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.argot.it\/it\/?p=6314"},"modified":"2016-08-11T14:48:59","modified_gmt":"2016-08-11T14:48:59","slug":"la-locandiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.argot.it\/it\/2018\/09\/la-locandiera\/","title":{"rendered":"La Locandiera"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>di Carlo Goldoni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">con<br \/>\nPamela Villoresi<br \/>\nMassimo Wertmuller<br \/>\ne con<br \/>\nRenato Scarpa, Manrico Gammarota, Alessandra Costanzo<br \/>\nMassimiliano Alocco, Maria Teresa Pintus, Sandro Querci<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Scene e costumi Aldo Buti<br \/>\nMusiche Luciano Vavolo<br \/>\nDisegno luci Umile Vainieri<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Regia<br \/>\n<strong>Maurizio Panici<\/strong><\/p>\n<p>Commedia d&#8217;ambiente e di carattere insieme, La Locandiera ci offre una lettura in rilievo della societ\u00e0 del tempo e del cambiamento in atto in quel momento, esemplificando in modo significativo i rapporti conflittuali tra le classi sociali. La storia di Mirandolina che sceglie di sposare il giovane Fabrizio fra il corteggiamento di un Conte, un Marchese ed un Cavaliere \u00e8 sintesi chiara dei rapporti tra borghesia e nobilt\u00e0 nel momento in cui la nuova classe sociale sta per sostituirsi nel molo egemone alla vecchia.<br \/>\nMa La Locandiera \u00e8 anche un perfetto meccanismo ad orologeria di analisi del carattere dei protagonisti e della loro umanit\u00e0, ove essi diventano fortemente rappresentativi di mondi non comunicanti tra loro. Non a caso Goldoni li caratterizza fortemente con una ben definita area geografica di provenienza, cosicch\u00e9 la locanda in Firenze diventa il centro di un mondo periferico, di una &#8220;Italia&#8221; ancora in divenire, di un paese delle lingue e dei dialetti.<\/p>\n<p>\u00c8&#8217; seguendo questa suggestione che l&#8217;allestimento trova uno dei suoi punti di forza: con lo scenografo Aldo Buti abbiamo immaginato la locanda e gli ambienti descritti in commedia al centro del palcoscenico, su una pedana che di volta in volta diventa luogo ideale della rappresentazione ma che \u00e8 anche zattera sospesa immersa in una pienezza di luci e ombre, dove i protagonisti si incontrano e si scontrano.Gli ambienti sono descritti e suggeriti con pochissimi elementi di scena, fortemente evocativi di un settecento &#8220;luminoso&#8221;: sottraendo il &#8220;costruito&#8221; ed eliminando la sovrastruttura si fa pi\u00f9 vivo e diretto il rapporto fra gli attori, costretti ad entrare nel &#8220;fuoco centrale&#8221; della rappresentazione.<br \/>\nQuesta soluzione scenica ha evidenziato fortemente la parola che attraverso l&#8217;uso della cadenza dialettale degli interpreti diventa punto di forza e sostegno del carattere dei personaggi: cos\u00ec il Conte \u00e8 un &#8220;Napolitano&#8221; che si \u00e8 conquistato il titolo nobiliare con la ricchezza acquisita, il Marchese e un &#8220;romagnolo&#8221; sanguigno ma oramai svuotato di forza, le due comiche sono espressione vivace di due culture fortemente dichiarate, &#8220;romana&#8221; una e &#8220;siciliana&#8221; l&#8217;altra, mentre il Cavaliere \u00e8 un &#8220;senese&#8221; che ci offre un&#8217;immagine burbera di se stesso e del mondo che rappresenta.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 una folta rappresentanza di varia umanit\u00e0 in questa commedia, pezzi di mondo che non si relazionano, e cos\u00ec Mirandolina e la sua locanda diventano metafora, luogo ideale per un possibile incontro, ricerca armonica di relazioni impossibilitate a concretizzarsi perch\u00e9 se tutti i protagonisti dichiarano di perseguirle, nessuno in realt\u00e0 \u00e8 poi disposto a costruirle, costretti come sono dai ruoli assegnati loro dalla storia e quindi destinati ad altro compito. Il Marchese, il Conte ma soprattutto il Cavaliere usciranno sconfitti da questo corteggiamento e di conseguenza Mirandolina torner\u00e0 ad essere una perfetta locandiera e la locanda, con il suo ritrovato equilibrio, torner\u00e0 ad essere una &#8220;semplice&#8221; azienda da gestire con accortezza. Maurizio Panici<\/p>\n<p>Debutti o alcuni dei teatri pi\u00f9 importanti delle tourn\u00e9es<\/p>\n<p>PARIGI, Th\u00e9atre des Italiens maggio 2000<br \/>\nVERONA, Teatro Romano &#8211; luglio 2000<br \/>\nMILANO, Teatro Nuovo gennaio 2001<br \/>\nROMA, Teatro Eliseo marzo 2001 &#8211; Teatro Ghione gennaio 2003<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6315\" src=\"http:\/\/www.argot.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/locand1.jpg\" alt=\"locand1\" width=\"185\" height=\"243\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6316\" src=\"http:\/\/www.argot.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/locand2.jpg\" alt=\"locand2\" width=\"184\" height=\"252\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6317\" src=\"http:\/\/www.argot.it\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/locand3.jpg\" alt=\"locand3\" width=\"185\" height=\"144\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Carlo Goldoni con Pamela Villoresi Massimo Wertmuller e con Renato Scarpa, Manrico Gammarota, Alessandra Costanzo Massimiliano Alocco, Maria Teresa Pintus, Sandro Querci Scene e costumi Aldo Buti Musiche Luciano Vavolo Disegno luci Umile Vainieri Regia Maurizio Panici Commedia d&#8217;ambiente e di carattere insieme, La Locandiera ci offre una lettura in rilievo della societ\u00e0 del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[42],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6314"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6314"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6314\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6318,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6314\/revisions\/6318"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6314"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6314"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.argot.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6314"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}