QUALCUNO CHE TI AMI IN TUTTA LA TUA GLORIA DEVASTATA

di Raphael Bob-Waksberg 

regia Andrea Lucchetta

con Francesco Centorame

aiuto regia Marco Fasciana

costumi Beatrice Seppi

scene Christian Avanzini

organizzatore Alessandro Beltaro 

ufficio stampa Maddalena Peluso

social Giaia Giardina

una produzione Argot Produzioni

Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata prende avvio dall’idea che ogni storia d’amore possa essere osservata, classificata e analizzata come un esperimento.
Ispirandosi al racconto Noi uomini di scienza, la mise en space trasforma il palco in un laboratorio di ricerca: uno spazio essenziale in cui un autore raccoglie appunti, formula ipotesi e mette alla prova le proprie teorie nel tentativo di individuare una legge capace di spiegare i sentimenti. Ma, come accade nei racconti di Bob-Waksberg, ogni nuova storia smentisce la precedente, trasformando la ricerca in un continuo confronto con l’imprevedibilità dell’essere umano. 

Note di regia

Il progetto di regia vorrebbe costruire un dispositivo scenico essenziale, in cui due lavagne mobili e un proiettore definiscono un luogo concreto che si trasformerà in un laboratorio del

pensiero. L’attore attraversa continuamente due dimensioni: quella dell’osservatore, che annota, classifica e costruisce modelli interpretativi, e quella del narratore, che si lascia

progressivamente assorbire dalle vite dei personaggi fino ad incarnarle. Le lavagne si riempiranno di schemi e connessioni, la proiezione sosterrà lo spazio mentale della ricerca, rendendo visibile il processo di costruzione e disgregazione delle idee.

Lo spettacolo procede così come una successione di esperimenti. Ogni racconto nasce da una domanda, verifica un’ipotesi e conduce inevitabilmente al suo fallimento, costringendo il protagonista a rimettere tutto in discussione. L’apparente rigore scientifico si incrina progressivamente, lasciando emergere tutta la fragilità di chi cerca di dare un ordine razionale a ciò che, per sua natura, sfugge a qualsiasi classificazione.