PROGETTO ARTISTICO ANNUALITÀ 2026

Argot è da sempre, anche grazie al suo storico spazio, il Teatro Argot Studio, un punto di riferimento progettuale e produttivo di autori e artisti della scena contemporanea italiana. 

E anche nel 2026, come per tutto il nuovo triennio, la progettualità di Argot si concentrerà principalmente intorno alla promozione della drammaturgia contemporanea italiana come testimonieranno le cinque novità assolute che Argot metterà in scena: 

VIALE DEL TRAMONTO, un progetto a cura di Muta Imago con Iaia Forte, è un trattamento originale ispirato alla sceneggiatura del celebre film, facendola dialogare con la storia del teatro italiano. Norma è una diva dimenticata, Max il suo cameriere e grande regista del passato. La loro vita sospesa viene interrotta dall’arrivo di Joe, giovane regista che vuole sfruttare il nome di Norma per mettere in scena Il Giardino dei Ciliegi. Un gioco di specchi tra finzione e realtà, dove i corpi e le biografie degli attori diventano materia drammaturgica. Il fascino di chi si ostina ad essere sé stessa in un mondo che cambia. Norma è un fantasma che continua a infestare il presente, uno scarto tra essere e realtà. Una figura che resiste al tempo, alle estetiche, ai gusti che si trasformano. Avere a che fare con questa storia significa fare i conti con il tramonto.

L’ATTRICE, scritto e diretto da Giacomo Battiato con Cristiana Capotondi, uno spettacolo in un prologo e 8 quadri che ci regala i frammenti della scandalosa vita di Angelica Pavan. Figlia di guitti, nata in una stalla veneta durante le invasioni napoleoniche, Angelica diventa una diva acclamata. Accanto a lei diversi personaggi che hanno plasmato o infierito nella sua esistenza. In uno scatenato contrappunto tra commedia e tragedia, tra amori e dolori, per Angelica realtà e palcoscenico si confondono.

L’UOMO DI LEGNO, la nuovissima drammaturgia di Filippo Gili che ne firma anche la regia oltre ad essere in scena insieme a Massimiliano Benvenuto e Arcangelo Iannace, si domanda come nacque, la morte, nella cognizione umana? Fu una lenta esperienza, o immediata, esplosiva? L’autore in questo caso si è divertito a pensarla di botto, improvvisa, dentro i confini di una piccola società. E a riprodurre quindi, quell’esperienza, dentro un’utopia. Quella in cui, in una società di eterni, dentro una modesta falegnameria, facesse ingresso, appunto, il fine vita. La sorpresa, lo sconcerto, e una totalmente impreparata coscienza ad accettarlo. Financo nei suoi comici, e ridicoli, risvolti.

QUI VIVREMO BENE, un progetto del collettivo Dopolavoro Stadera, scritto e diretto da Luigi Vittoria, con Elisa Grilli e Tommaso Russi, è lo spettacolo vincitore di Over_Emerzenze teatrali 2025, che dopo un accompagnamento produttivo e le residenze presso i vari partner della rete, debutterà al Teatro Argot Studio di Roma a maggio 2026 all’interno della nuova edizione di Over. Una drammaturgia che si interroga sull’emergenza abitativa nelle grandi città, utilizzando come pretesto gli arresti e sgomberi avvenuti nel 2018 quartiere milanese del Giambellino. Il progetto è nato da una serie di interviste a due attivisti del Comitato Abitanti Giambellino, realtà eterogenea composta di militanti e famiglie del quartiere che vivevano in occupazione. Alle vicende di questo Comitato, si affianca un’indagine sulla malagestione delle case popolari. Il progetto prende vita infatti quando l’autore e regista Luigi Vittoria si trasferisce in Giambellino, un quartiere che sta profondamente cambiando. La casa in cui ora abita, fino agli anni Novanta era una casa popolare. Ora vicino al suo appartamento stanno costruendo la metropolitana e stanno abbattendo 600 alloggi popolari. 

E dopo un’anteprima nel 2025 debutta ufficialmente LA GUERRA COM’È, tratto dal libro di Gino Strada “Una persona alla volta”, è un duetto di parole e musica in cui Elio Germano, accompagnato dalla musica di Teho Teardo, darà corpo e voce al fondatore della ONG EMERGENCY e al suo straordinario impegno contro la guerra. Il racconto di chi la guerra l’ha vissuta dalla parte di chi ricuce, di una persona che non è interessata ai colori degli schieramenti, ma a rimettere insieme pezzi di umanità scomposta, è una cosa forte e rivoluzionaria in questo momento storico. Parole potenti, autentiche e dirette che hanno ispirato i due artisti che hanno deciso attraverso questo spettacolo di farsi strumento affinché le parole di Gino Strada vengano ascoltate da più persone possibili. 

Ed è previsto anche un nuovo allestimento della commedia francese contemporanea più recitata al mondo: ART di Yasmina Reza, diretto e interpretato da Michele Riondino e con Daniele Parisi e Michele Sinisi. Tre amici di vecchia data si organizzano per passare una serata insieme dopo che uno di loro ha comprato un quadro bianco a righe bianche che si trasforma, battuta dopo battuta, nel catalizzatore che porta alla luce nevrosi, rancori, rivalità rimasti finora sopiti. In questa commedia crudele e divertente sull’amicizia gli scambi di battute, sempre più velenose e taglienti, arrivano a smascherare la fragile impalcatura della relazione tra Marc, Serge e Yvan, costruita su egoismo, vanità e ipocrisia. Yasmina Reza in questa commedia nera tocca picchi di crudele comicità, si diverte e ci fa divertire, perchè ridiamo molto, anche se il sorriso è sempre più tirato, man mano che emerge la malinconia.

Ma l’attenzione di Argot sulla grande drammaturgia contemporanea internazionale prosegue anche con la ripresa di un altro testo francese: NON SI FA COSI’ dell’autrice Audrey Shebat con Lucrezia Lante della Rovere e Arcangelo Iannace e la regia di Francesco Zecca, una drammaturgia che, alternando rabbia e umorismo, con una forza insolita, scuote i suoi personaggi, divertendo ed emozionando il pubblico. E con due testi anglosassoni che hanno debuttato nel 2025: TOCCANDO IL VUOTO dell’autore scozzese David Greig, con Lodo Guenzi, Matteo Gatta, Giovanni Anzaldo ed Eleonora Giovanardi per la regia di Silvio Peroni. Rappresentato per la prima volta in Italia, il testo del drammaturgo scozzese, recensito in maniera molto positiva dalla critica estera, pone alla base dell’opera il tema delle scelte, etiche e non, che circondano gli eventi. Tratto da una storia vera, la pièce è ambientata nel 1985 durante la scalata nelle Ande Peruviane, dove gli alpinisti Joe Simpson e Simon Yate restano vittime di un incidente. E BABY REINDEER//Piccola Renna con Francesco Mandelli e la regia di Francesco Frangipane. Un potentissimo monologo, per la prima volta tradotto e messo in scena in Italia, scritto dal talentuoso ed originale comico e sceneggiatore scozzese Richard Gadd a partire da un fatto personale e da lui interpretato con enorme successo nel 2019 all’Edinburgh Fringe Festival, da cui Netflix ha tratto nel 2024 l’acclamata miniserie, diventata subito popolarissima. 

Ma saranno tante anche le riprese di spettacoli di drammaturgia italiana contemporanea che continueranno ad abitare i teatri di tutta Italia: SECONDO LEI, scritto e diretto da Caterina Guzzanti, anche in scena con Federico Vigorito, che è la narrazione, dal punto di vista femminile, delle dinamiche nascoste che regolano i rapporti all’interno di una coppia. Una storia che invita a riflettere su come la nostra cultura e la società in cui viviamo, malgrado la strada che ci sembra, almeno in apparenza, intrapresa, continuano a condizionare in modo invalidante sia le donne che gli uomini nelle scelte principali della loro vita così come nelle relazioni, nei legami più intimi con l’altro e con noi stessi. MATTEOTTI (anatomia di un fascismo), il nuovo testo di Stefano Massini che ripercorre l’ascesa e l’affermazione di quel fenomeno eversivo che Matteotti seppe comprendere, fin dall’inizio, in tutta la sua estrema gravità, a differenza di molti che non videro o non vollero vedere. A cento anni di distanza è il teatro, è la musica, sono le parole di Stefano Massini, la voce di Ottavia Piccolo, i suoni de I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo a prendersi l’impegno di parlare. E con il duo Massini/Piccolo, in occasione del ventennale della morte della giornalista russa Anna Politkovskaja, riproporremo anche DONNA NON RIEDUCABILE che rielabora in forma teatrale brani autobiografici ed articoli della giornalista assassinata. DIOGGENE scritto e diretto da Giacomo Battiato per Stefano Fresi, che è una pieçe divisa in tre quadri che ruota intorno a un unico personaggio, un attore famoso che si chiama Nemesio Rea: nel primo quadro interpreta un proprio testo, scritto in autentico volgare duecentesco; nel secondo quadro è nel suo camerino, mentre si veste, apprestandosi ad andare in scena, ma non è dello spettacolo che ci parla, bensì della appena avvenuta rottura violenta con la moglie, tra pianti, grida e insulti; nel terzo e ultimo quadro troviamo Nemesio che vive felice in un bidone dell’immondizia. Ha lasciato tutto, la sua professione e la sua vecchia vita. Ha deciso, come il filosofo greco Diogene, di rifiutare ogni ambizione e possesso per essere libero di parlare del vero senso della vita. LA SORELLA MIGLIORE di Filippo Gili, intenso e appassionante dramma familiare dove l’amore si scontra e fa a botte con il senso di colpa e il rimorso, in un turbinio di sentimenti e riflessioni su ciò che è giusto, che è morale, per la regia di Francesco Frangipane, con Vanessa Scalera, Aurora Peres e Alessandro Tedeschi. LAPOCALISSE di e con Valerio Aprea, su testi di Marco Dambrosio in arte Makkox, affronta il tema dell’apocalisse dovuto al cambiamento climatico ma anche alla deriva sociale. L’apocalisse è imminente. L’apocalisse è prossima. L’apocalisse è inevitabile. Ma siamo proprio sicuri? Davvero non c’è un barlume di speranza? Un minimo spiraglio di possibile intervento per scongiurare un destino che sembra ineluttabile? E se sì, a quali condizioni? Attraverso quali ostacoli? Siamo ancora in tempo per correggere la rotta? Ma poi, soprattutto, la vogliamo davvero correggere questa rotta? Dalla scienza al suo opposto, dagli algoritmi alle abitudini quotidiane, dalla politica al progresso e all’inerzia che lo frena. In questo nuovo spettacolo teatrale Valerio Aprea fa un assolo iperbolico sulla nostra resistenza e difficile adattabilità al nuovo, in una circumnavigazione attorno al concetto di cambiamento, necessario ad affrontare il buio che ci minaccia. E la ripresa di quello che ormai è considerato un classico della drammaturgia italiana contemporanea: lo STABAT MATER di Antonio Tarantino, diretta dal regista Luca Guadagnino con Stella Savino e interpretata da Fabrizia Sacchi. Una preghiera di origine medievale che fa riferimento alla permanenza di Maria di Nazareth ai piedi della croce del Cristo: Maria Croce è una donna sola, emigrante del sud a Torino, che urla, vomita al mondo, soprattutto all’amore della sua vita, a Giuvà, la sua disperazione, e lo fa con grazia e sarcasmo, nel suo dialetto, in napoletano. Una scrittura forte, compatta e concentrica, piena di malaproprismi linguistici, commistioni dialettali, frasette ripetute a loop che conferiscono alla Maria tutta la sua popolana irriverenza.

Una finestra particolare Argot continuerà a dedicarla anche alla poesia italiana con l’omaggio di Iaia Forte e della cantautrice Diana Teiera alla poesia contemporanea della poetessa Patrizia Cavalli con lo spettacolo VITA MERAVIGLIOSA: un ritratto in versi e in musica di Patrizia Cavalli, tra i poeti italiani contemporanei più letti ed amati. È possibile, così, entrare quasi per la prima volta tra questi versi capricciosi e sapienti, al cui centro regna incontrastato amore e la sua sintomatologia.

E un nuovissimo progetto di Argot saranno le STREET STORIES su alcuni quartieri periferici della capitale (Centocelle, Torrevecchia, Magliana, Torpignattara), scritte e interpretate da Tiziano Panici e la cantautrice Giulia Anania, che saranno presentate in anteprima all’interno del ROMA BORGATA FESTIVAL, un festival multidisciplinare diffuso delle Borgate e delle Periferie Romane, che trasforma gli spazi urbani in palcoscenici non convenzionali, creando format inediti, in un costante dialogo con territorio e comunità. Il progetto viene realizzato in collaborazione con Festival delle Passegiate un format di Dominio Pubblico.

Tra le mission principali del progetto c’è quella di dare spazio ad idee e ad artisti emergenti under 35. Argot da sempre porta avanti un importante attività di scouting, che verrà riconfermata anche nel 2026 e per tutto il nuovo triennio, attraverso i due più importanti progetti di rete sviluppati nei trienni precedentementi e che si articolano su tutto il territorio nazionale:

 “OVER_emergenze teatrali”, che nel 2026 giungerà alla settima edizione, è il progetto di rete con il NEST –Napoli Est Teatro, Cubo Teatro di Torinoil Pim Off di Milano, in collaborazione con il progetto di Dominio Pubblico, il Torino Fringe Festival, Hystrio Festival, ovvero alcune delle più importanti vetrine nazionali impegnate nella promozione dei giovani talenti. nel 2026 la nuova edizione di OVER ospiterà anche un incontro nazionale sul tema della produzione delle giovani compagnie collaborando con la neo nata rete 34punto9, che lavora al sostegno dei talenti emergenti e del consolidamento produttivo e professionale dei giovani artisti. La rete si pone da sempre come obiettivo quello di implementare le capacità di produzione, distribuzione e circuitazione delle giovani compagnie. Queste realtà anche quest’anno hanno selezionato 4 compagnie under 35 che presenteranno un primo studio al Teatro Argot Studio di Roma l’8 e il 9 maggio 2026: Riders  di Niu Teatro con Giuseppe Cirillo, Matteo D’Antò, Gennaro Lucci, Gianluigi Signoriello, drammaturgia Carlo Galiero e regia Andrea Vellotti; Grandmother Tongue un progetto di teatro documentario di Federico Mattioli con Elena Orsini Baroni; Sidis della Compagnia Lenti al Contatto con Piero Lanzellotti, Gilda Rinaldi Bertanza, drammaturgia Sebastiano Ragni e regia Carlo Guglielminetti;  Soluzione a pag.46  della Compagnia Eat the Catfish con Roberta Aiolfi, Jacopo Fazzini, drammaturgia e regia Jacopo Neri. Da questi ne sarà scelto uno a cui si garantirà l’accesso ad un percorso di residenze artistiche e tutoraggio produttivo, con la possibilità di mostrare e promuovere l’esito del proprio lavoro all’interno di una vetrina programmata tra Roma, Napoli, Torino e Milano, ovvero tutte città metropolitane, dove verrà coinvolto e sensibilizzato un pubblico di giovani e creato un osservatorio per critici e operatori. L’obiettivo per il futuro e quindi anche nel 2026 è quello di estendere sempre più la partecipazione alla rete ad altri partner con esperienze simili e capaci di saper interpretare correttamente lo sviluppo di questi processi, garantendo un accesso alle giovani compagnie ad un lavoro dignitoso e retribuito. Il percorso si articolerà a tappe, coinvolgendo nella visione e nella selezione dei progetti sia le direzioni artistiche dei diversi partners in gioco sia le comunità di giovani spettatori e spettatrici coinvolti grazie a strumenti innovativi di AD e AE messi in campo da ciascuna delle realtà, a partire dalla Direzione Partecipata U25 di Dominio Pubblico per l’Argot, i Giovani O’Nest del NEST, lo Young Board di Torino e SUPERpubblico del Pim Off di MILANO. Tutti insieme daranno vita ad una giuria, presieduta da Claudia Cannella, direttrice della rivista HYSTRIO, con l’obiettivo di selezionare nella prima vetrina a maggio presso il Teatro Argot Studio, il progetto più idoneo a proseguire il cammino, fino al suo debutto che avverrà nell’ottava edizione del 2027, e che avrà l’opportunità di essere ospitato al Torino Fringe Festival e in altri importanti contesti nazionali L’ultimo giorno di Over-emergenze teatrali 2026, il 10 maggio, oltre al debutto ufficiale, nella sua forma definitiva, di Qui vivremo bene, lo spettacolo vincitore dell’edizione 2025 Per l’occasione si aprirà anche un tavolo di lavoro con 34punto9, una rete nata recentemente con l’obiettivo di dare voce e visibilità alle realtà teatrali sotto i 35 anni, mettendo insieme diverse compagnie per creare un polo di supporto e riconoscimento del teatro emergente. 34punto9 si propone inoltre di monitorare le pratiche artistiche giovanili, favorire occasioni di incontro con il pubblico e con gli operatori del settore, stimolare alleanze creative e sostenere lo scambio di esperienze e competenze tra le realtà coinvolte. Tra le collaborazioni di rete di cui Argot Produzioni è partner attivo c’è anche quella di Vestiti della vostra pelle, un progetto promosso dal SARAS – Dipartimenti di Arti e Sedttacolo dell’Università La Sapienza di Roma, realizzato con la collaborazione di Carrozzerie NOT, Teatro Biblioteca Quarticciolo/Cranpi e Teatro Basilica, diretto dall’artista Andrea Cosentino 

E TEATRO DI COMUNITA’, in essere dal 2018, con l’associazione Teatris sotto la direzione artistica di Maurizio Panici, che ha l’obiettivo di dare vita e sostegno a nuove attività e produzioni nel campo della drammaturgia contemporanea e della ricerca sui nuovi linguaggi. La rete ha come finalità la produzione, promozione e distribuzione di spettacoli dedicati al contemporaneo e l’ospitalità all’interno della programmazione di Marostica di importanti realtà del contemporaneo già coinvolte nelle attività di entrambe le strutture. Audience development e creazione di progetti di teatro partecipato sono gli altri obiettivi sui quali Argot e Teatris, sotto la direzione artistica di Maurizio Panici, hanno sviluppato la loro azione territoriale attraverso progetti di formazione dedicati anche ai giovanissimi e che coinvolge il proprio pubblico nella selezione degli spettacoli da programmare con percorsi di visione e di avvicinamento come accade nei più avanzati laboratori di processi partecipativi europei. Grazie a questo costante lavoro il Teatro Politeama di Marostica, attraverso un importante riconoscimento economico da parte delMiC – Ministero della Cultura, ha ultimato i lavori di restauro, garantendo alla città di Marostica una nuova sala teatrale a partire dal 26.

A queste Reti da quest’anno si aggiunge una nuova collaborazione con “FACTORY FESTIVAL_festa delle arti performative a cura di Coop. Gestioni Cinematografiche e Teatrali di Foligno, in collaborazione con La MaMa Umbria International, con lo scopo di attivare azioni di rete rivolte alla promozione e al sostegno degli artisti emergenti tracciando traiettorie artistiche e di senso che tendano a ricostruire nuove ritualità e nuove forme di condivisione.

A testimonianza dell’attenzione di Argot sulle nuove generazioni di artisti, verrà inoltre confermata per tutto il nuovo triennio e quindi anche nel 2026 anche la partnership col Hystrio Festival, un’iniziativa volta alla promozione, il sostegno e il riconoscimento della creatività giovanile in ambito teatrale. Una manifestazione di rilievo non solo per specialisti del settore, ma per un pubblico eterogeneo, che può venire così a contatto con le figure più rappresentative del panorama culturale e teatrale di tutto il territorio nazionale. Una collaborazione che prevede da parte di Argot anche l’ospitalità, presso il proprio spazio, il Teatro Argot Studio di Roma, delle preselezioni del concorso Premio Hystrio alla Vocazione.

Una progettualità, quella di Argot, quindi sempre vocata al contemporaneo, alla scrittura, alla sperimentazione di nuovi linguaggi con l’obiettivo di favorire la crescita di una nuova generazione di attori/autori/registi che si incrocia necessariamente anche attraverso la collaborazione con Dominio Pubblico, un progetto quest’ultimo di audience development e finalizzato allo scouting di giovani formazioni artistiche U25 che da oltre 5 anni organizza il Festival “Dominio Pubblico_La Città agli U25” e la “Rassegna Green Days” di cui Argot è da sempre partner e promotore ponendosi come produzione e tutoraggio di riferimento per tutte le giovani formazioni selezionate nel progetto. Nel 2013 Argot, sotto la guida di Tiziano Panici e Francesco Frangipane, è stato uno dei soggetti fondatori di Dominio Pubblico, progetto realizzato in co-working con le direzioni del Teatro dell’Orologio e del Kilowatt Festival. 

Argot si conferma, quindi, ancora una volta una vera e propria Factory, con la vitalità e l’allegria che da anni insieme allo spazio gestito direttamente, il Teatro Argot Studio, la vede protagonista di spettacoli importanti e ricca di talenti che hanno lasciato o lasceranno il segno nella storia del teatro contemporaneo attraverso progetti innovativi volti alla ricerca di nuovi stili e nuovi linguaggi estetici.