Da Lontano

Chiusa sul rimpianto

Quanti di noi, da piccoli, hanno assistito impotenti ai drammi degli adulti amati? Quanti avrebbero voluto intervenire? Aiutare, capire. In fondo salvarli. E quasi mai si può.

Tra le desiderata incompiute che abitano un’esistenza, ogni tanto (fra le impossibili) fa capolino quella di psicanalizzare quel genitore dolente che abbiamo conosciuto da bambini.

Avere i mezzi, gli strumenti per farlo per dargli l’ascolto dovuto ed aiutarlo senza che se ne accorga. Il genitore che sentivamo più fragile. Quell’ adulto impreparato al mondo che ci accudiva alla bene e meglio attraversato com’era da tribolazioni e guai. Non stavano sempre bene i nostri genitori. Avevano parecchi dispiaceri. E noi eravamo piccoli, per lo più impotenti di fronte a quella loro ben declinata infelicità

Intuivamo, non sapevamo, sospettavamo, non sapendo che fare.

Allora ho immaginato un luogo, piccolo, tra un fantomatico “di qua” e  “di là” in cui questo fatto, questa parola che sia “evento”, che curi, possa accadere,  per un po’.

Da Lontano mette in scena il tentativo irragionevole di una figlia adulta, diventata terapeuta, di fare oggi quello che non aveva potuto fare a quei tempi: aiutare quella madre tribolata,  che esisteva solo quando lei era bambina.

Lucia Calamaro

scritto e diretto da Lucia Calamaro

per e con Isabella Ragonese

con la partecipazione di Emilia Verginelli

luci Gianni Staropoli

costumi Francesca Di Giuliano

scene Katia Titolo

organizzazione Dario Costa, Marcella Santomassimo

amministrazione Morena Lenti

produzione Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito Teatro e Argot Produzioni

in collaborazione con Riccione Teatro