ELOGIO DELLA FOLLIA

#ilikedopamina

liberamente ispirato all’Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam
di Aleksandros Memetaj 
regia Tiziano Panici
coreografie e movimenti scenici Yoris Petrillo
musiche e ambienti sonori Giovanni Di Giandomenico
interpreti/performer Memetaj  Petrillo  Tiziano Panici

consulenza e sound designer Christian Bocchi
assistente alla regia Simone Giustinelli
foto di scena Manuela Giusto
video a cura di Manuela Giusto Fabio Trifoni
produzione Argot ProduzioniTwain | Centro di Produzione Danza del Lazio
con il contributo di MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Lazio 
con il sostegno di Kilowatt Festival/Capotrave (Sansepolcro), Qui e Ora Residenza (Arcene), IAC –Centro Arti Integrate (Matera), Vera Stasi – Supercinema (Tuscania)

1509 – Erasmo da Rotterdam immagina la Dea Follia scendere sulla terra e tessere un encomio a se stessa. Tramite un abile artificio retorico, Erasmo racconta le diverse sfaccettature della società dell’epoca mettendone a nudo i meccanismi malsani. La sua opera è probabilmente il testo che meglio racconta il cambiamento del mondo occidentale che nel 1500 si appresta ad entrare nell’epoca moderna.
2019 – La Dea Follia restituisce un ritratto distopico della società di oggi, dove il fenomeno dei social media, della visualizzazione spasmodica e dello Star-System assumono rilevanza fondamentale tale da dividere il mondo in due classi: classe A e classe C.

3 sono le regole cardine del sistema:
– Tenere sempre in ordine la stanza;
– Non perdere mai il controllo di se stessi;
– Non uscire senza il permesso di mamma.
La mancata osservanza di una o più regole causerà il reset immediato del profilo.

Su questi binari si muovono i protagonisti, costretti dalla Dea, la Mamma, a esibirsi per milioni di occhi e visualizzare video, dall’interno di stanze circondate da telecamere.
Il mondo si presenta così come un meccanismo perfetto e controllabile.
Ma se il meccanismo si scardinasse? Se ci fossero elementi anomali che mettessero in discussione la Madre e la realtà che essa presenta?

Ph. Manuela Giusto