Il progetto OVER/Emergenze teatrali è stato pensato per valorizzare l’esperienza di artisti che stanno cercando di affermarsi professionalmente nel mondo dello spettacolo dal vivo e delle arti performative.  È nato dall’esperienza di Argot Produzioni di Roma che da sempre è impegnata nella creazione di produzioni di ricerca e nella valorizzazione dei talenti emergenti in ambito teatrale. Per Argot quest’anno è un’urgenza ancora maggiore quella di mettersi a servizio di giovani realtà e sta cercando di farlo attraverso la creazione di una rete di soggetti in grado di accompagnare il lavoro di questi artisti.

OVER/Emergenze Teatrali 2020 – Il Premio 

La prima edizione del premio OVER/Emergenze Teatrali si è conclusa presso il Teatro Argot Studio di Roma dopo un lungo processo di condivisione. La giuria, composta dai tre partner principali affiancati dai giovani spettatori attivi di Dominio Pubblico e Giovani O’Nest ha assegnato il premio alla compagnia Hosteria Fermento per la grande vivacità narrativa generata da un lavoro di scrittura e messa in scena collettiva, resa ancora più efficace da un’interpretazione fresca e ritmata.

Lo spettacolo “In Marcia” di Hosteria Fermento presentato ancora in forma di studio usufruirà di una residenza conclusiva presso lo spazio NEST di Napoli e verrà accompagnato produttivamente da Argot Produzioni e Compagnia NEST per debuttare nel 2021.

Una menzione speciale va anche al progetto “Let Me Be_Studio” di Camilla Guarino e Giuseppe Comuniello che, su un terreno di scrittura scenica che fa dialogare la danza, la video arte e drammaturgia, ha dato vita a un incontro intimo ed estremamente sensibile tra due corpi distanti eppure in piena armonia.

Entrambi i progetti saranno seguiti e accompagnati nel loro sviluppo dai partner del Premio OVER, nel tentativo di costruire un percorso capace di tutelare e valorizzare il lavoro emergente di questi giovani artisti e immaginare insieme a loro il teatro che verrà.

OVER/Emergenze Teatrali – La rassegna

A seguito del lockdown, la rassegna OVER, che sarebbe dovuta andare in scena nel maggio 2020 ospitando 5 compagnie che avrebbero presentato i loro lavori, tutti ancora in work in progress, è stata sospesa a causa dell’emergenza COVID 19 per l’impossibilità, da parte del Teatro Argot Studio, di ospitare eventi pubblici.  Pertanto verranno programmati artisti/compagnie nel corso del 2020 e del 2021.

Ogni mese gli/le artisti/e chiamate/i a prendere parte della programmazione OVER saranno ospiti dello spazio Argot Studio per usufruire di una residenza e del confronto con la direzione di Argot Produzioni, e gli altri partner della rete: in primis il NEST di Napoli, che ha permesso la realizzazione del premio OVER. I progetti di partecipazione e audience engagement Dominio Pubblico e Giovani O’nest continueranno a fiancheggiare il percorso degli artisti. Infine Theatron 2.0 fornirà le proprie competenze per promuovere e comunicare il loro lavoro, in un momento ancora molto complesso per lo spettacolo dal vivo, dove riuscire a seguire il lavoro artistico in presenza, risulta ancora molto complesso.

A ottobre 2020, il primo degli artisti ospitato presso gli spazi dell’Argot all’interno di questa cornice è stato Silvio Impegnoso, giovane interprete che si cimenta nella scrittura e nella realizzazione di “C’era una volta in Umbria”, spettacolo  che parla della sua terra, l’Umbria, dove è andato in scena con una prima presentazione del suo spettacolo all’interno del Festival Strabismi, segnalato all’Argot dalla giovane direzione artistica di Dominio Pubblico.

Tra febbraio e marzo 2021, Argot Studio, all’interno del più ampio progetto Il Teatro di domani, ospiterà tre progetti di residenza e la programmazione di due spettacoli in diretta streaming gratuita alle ore 18:00:  il 14 febbraio la pièce pluripremiata Ionica di Alessandro Sesti e il 21 febbraio lo spettacolo interattivo OBLIO di Cristel Checca (Cerbero Teatro) in diretta sul canale facebook di Argot Studio(facebook.com/argotstudio) e dei partner del progetto, grazie al supporto tecnico di Monoscopio.

Il primo dei tre progetti in residenza, a cura di Alessandro Sesti, Debora Contini e Nicola “Fumo” Frattegiani è una performance per un solo spettatore alla volta, dal titolo Eclissi, liberamente ispirata alla novella Una giornata di Luigi Pirandello. La residenza, dall’11 al 13 febbraio, nasce dall’ideazione di una performance site-specific all’aperto, volta alla creazione di un percorso urbano che lo spettatore dovrà attraversare. Due aspetti rappresentano il fuoco di questa performance, entrambi fondamentali per indurre una forma di scollamento dalla realtà: il primo è il lavoro di orchestrazione dell’ambiente circostante; il secondo è l’aspetto sonoro. Mentre un racconto basato su un flusso di pensieri farà da narrazione e indicatore interno delle azioni da compiere, verranno inserite delle incursioni sonore live, che andranno ad alterare la percezione del luogo, grazie all’utilizzo della tecnologia binaurale di registrazione e diffusione del suono.

Il 14 febbraio alle ore 18:00 l’autore e attore Alessandro Sesti presenterà in diretta streaming sul canale facebook di Argot Studio Ionica, spettacolo pluripremiato che si inserisce nel filone di ricerca del Teatro di narrazione che Sesti porta avanti dal 2015 raccontando storie di mafia, di atteggiamenti omertosi, di denuncia. In Ionica, scritto da Alessandro Sesti e Alfonso Russi, vive la storia di Andrea Dominijanni, testimone di giustizia calabrese che nel 2014 ha avuto il coraggio di denunciare la ‘ndrangheta. Un viaggio, attraverso la strada statale 106 “Jonica”, nato da interviste, biografie, ricerche e viaggi in terra di Calabria, dove Sesti ha avuto la possibilità di vivere per un periodo sotto scorta, al fianco di Andrea Dominijanni.

OBLIO di Cristel Checca (Cerbero Teatro) è il secondo progetto di residenza che verrà ospitato ad Argot dal 18 al 20 febbraio: un esperimento di performance interattiva, con una struttura a bivi in cui la scelta è lasciata allo spettatore. Tramite l’artificio drammaturgico di un surreale QUIZ SHOW televisivo, il pubblico prende parte in prima persona alle scelte della protagonista, partecipando attivamente alla narrazione e orientandone la direzione. OBLIO lancia così una sfida al pubblico, travalicando la quarta parete dello schermo e abbattendo la distanza tra giudicante e giudicato, trasformando lo spettatore in “regista” del personaggio in scena. Lo spettacolo nasce dall’esigenza di discutere e portare alla luce un fenomeno che nella contemporaneità viene definito slut-shaming, letteralmente l’onta della sgualdrina, che con l’arrivo dell’era di Internet sta mietendo sempre più vittime. Lo slut-shaming è la gogna mediatica riservata alle donne giudicate “colpevoli” di trasgredire quei codici di condotta sessuale che la società ha previsto per loro. Può trattarsi di “revenge porn”, porno vendetta, ma può avere mille sfaccettature e spesso, come in molti, troppi casi di cronaca, esiti tragici. La restituzione pubblica si svolgerà il 21 febbraio alle ore 18:00 in diretta streaming sul canale facebook di Argot Studio. 

Il terzo progetto di residenza, previsto dal 4 al 7 marzo, vedrà Hosteria Fermento, compagnia vincitrice del Premio OVER 2020, proseguire la ricerca del progettoIn Marcia. In Marcia è la storia di un viaggio che tre soldati (Marco Valerio Montesano, Michele Enrico Montesano e Francesco Pietrella) devono compiere per tornare casa. Passo dopo passo, chilometro dopo chilometro, dovranno fronteggiare le impervie difficoltà che la guerra presenta e ripresenta loro lungo la strada, acuite dalle sofferenze e dalle inquietudini a cui l’animo umano si lascia andare. A dare manforte ai nostri soldati arriva, ironia della sorte, uno straniero (Simone Chiacchiararelli) che il rigido protocollo di guerra impone di giustiziare. In Marcia è nato dall’esigenza di raccontare il mondo che ci circonda. Un mondo che parla di libertà, di diritti, di equità, ma fortemente dominato dal loro contrario. Un mondo dove i giovani vengono dipinti, descritti, giudicati. Nel vuoto lasciato dalla soppressione di alcuni valori che duravano da secoli e dalla crescente incapacità di esprimerne di nuovi, In Marcia sposta la riflessione un passo indietro: cos’è un valore? E chi lo identifica come tale?